Franco e Gianni, la prima unione civile a Torino: un simbolo di diritti e inclusione
A dieci anni dalla prima unione civile a Torino, Franco e Gianni restano un simbolo di diritti e visibilità per le coppie LGBTQIA+.

A dieci anni dalla celebrazione della prima unione civile a Torino, la storia di Franco e Gianni continua a rappresentare un momento di grande significato per la comunità LGBTQIA+ e per la città. La coppia, che dopo oltre mezzo secolo di vita insieme ha finalmente visto riconosciuto il proprio legame, è diventata un simbolo di visibilità e diritti. La cerimonia, celebrata il 6 agosto 2016 all’ombra della Mole Antonelliana, ha segnato un passo importante nel percorso di riconoscimento delle coppie omosessuali in Italia.
Un gesto che ha cambiato la vita di tante coppie
La decisione di unirsi civilmente ha avuto un impatto profondo, non solo per Franco e Gianni, ma anche per molte altre coppie che, fino a quel momento, avevano vissuto la loro relazione in segreto. La loro storia ha dato voce a tante persone che, per anni, si sentivano invisibili. «Sono fiero di sapere che tantissime coppie, anche over 60, hanno scelto di unirsi dopo di loro e di non essere più invisibili», ha detto Stefano Francescon, uno dei protagonisti di quel momento. La loro vicenda ebbe un’eco nazionale e rappresentò un punto di riferimento per molte altre persone. Nei mesi successivi, infatti, Torino registrò un significativo aumento delle unioni civili, in particolare tra coppie over 60 che decisero di rendere ufficiale una convivenza durata decenni.
La loro storia è diventata un simbolo di inclusione e diritti civili.
Un’eredità che vive ancora oggi
Dopo la morte di Franco, Gianni ha scelto di raccontare la loro storia attraverso un libro, un film e numerose iniziative culturali, trasformando un’esperienza personale in una testimonianza civile capace di raggiungere persone di ogni età. La loro storia è stata inserita nel dossier di candidatura che ha contribuito all’assegnazione di EuroPride 2027 a Torino. «Sono ancora più orgoglioso di sapere che Franco e Gianni, con la loro storia, sono stati inseriti nel dossier di candidatura che ha portato Torino a vincere l’edizione 2027 di EuroPride. Se fossero con noi, avrebbero camminato per le vie della nostra città, la capitale dei diritti di tutti e tutte», ha detto Francescon.
La loro memoria vive ancora oggi, ispirando nuove generazioni.
La proposta di intitolare un luogo pubblico della città a Franco e Gianni, avanzata da Francescon, rappresenta un modo per far sì che il loro ricordo non venga dimenticato. L’idea potrebbe essere realizzata durante EuroPride 2027, quando Torino ospiterà la manifestazione europea dedicata ai diritti LGBTQIA+. La loro vicenda è un esempio di come un gesto di coraggio e speranza possa lasciare un’impronta duratura. Franco e Gianni, pur essendosi spenti, continuano a vivere attraverso la loro storia, un simbolo di inclusione e di diritti riconosciuti.
