Omicidio in carcere a Prato, vittima detenuto nigeriano
Omicidio in carcere a Prato: detenuto nigeriano ucciso in cella, tensioni e criticità nell’istituto.

Un detenuto nigeriano di 32 anni è stato trovato morto in una cella della Casa Circondariale di Prato dopo una colluttazione con altri reclusi. L’episodio, avvenuto ieri sera, ha suscitato preoccupazioni e richieste di interventi urgenti da parte delle istituzioni. L’omicidio, che si aggiunge a una serie di episodi di violenza registrati negli ultimi mesi, ha messo in luce le criticità strutturali e organizzative del carcere, noto come La Dogaia. Il decesso è stato confermato dal medico legale, che ha riscontrato un trauma cranico causato da un corpo contundente e un’emorragia dal naso.
Condizioni di sovraffollamento e tensioni interne
La cella in cui è avvenuto l’omicidio era situata nella sezione riservata agli autori di reati sessuali, dove il detenuto era ristretto con altri tre uomini. Secondo le prime indagini, il 32enne aveva subito un trauma cranico causato da un corpo contundente e una emorragia dal naso. La polizia penitenziaria e la squadra mobile di Prato stanno ricostruendo la dinamica del fatto, cercando di individuare l’omicida e i motivi dello scontro. La Procura ha confermato che l’episodio fa parte di un’“ondata di violenza” che ha interessato il carcere, con un sovraffollamento che ha portato a 640 detenuti in un’area con celle che ospitano spesso quattro persone.
Le condizioni di sovraffollamento e la mancanza di personale hanno reso il carcere un ambiente a rischio. Le consigliere e i consiglieri comunali del Pd hanno espresso preoccupazione per la situazione, sottolineando la mancanza di personale, le condizioni strutturali difficili e la crescente difficoltà nel garantire sicurezza e dignità ai detenuti. “La Casa Circondariale di Prato non può continuare a essere lasciata sola”, hanno dichiarato, richiamando l’urgenza di interventi da parte del Governo e dell’Amministrazione penitenziaria.
Chiamata d’emergenza per interventi urgenti
“Servono interventi urgenti per restituire sicurezza, dignità e condizioni detentive rispettose dei principi costituzionali”, hanno aggiunto i rappresentanti del Pd. La polizia scientifica ha effettuato i rilievi sul posto per ricostruire l’episodio e individuare eventuali elementi che possano chiarire la dinamica del fatto. L’omicidio ha suscitato reazioni di vicinanza da parte dei familiari della vittima e di ringraziamento verso il personale che opera in condizioni estremamente difficili. La morte del detenuto nigeriano rappresenta un ulteriore episodio di tensione in un sistema penitenziario in crisi. L’episodio ha messo in luce un quadro di criticità che si è progressivamente aggravato nel tempo, con episodi di violenza, tensioni continue e una crescente difficoltà nel garantire sicurezza e dignità ai detenuti. La Procura ha sottolineato che la Dogaia, pur essendo un carcere di Prato, presenta forme di “grave illegalità” e un progressivo peggioramento delle condizioni di vita e di sicurezza.
