Francesco Guccini, l’ultimo treno per Pavana: la sua voce si è spenta nel borgo dove tutto è cominciato
Francesco Guccini si è spento a Pavana, il borgo dove ha iniziato la sua strada. La sua voce e la sua magia resteranno per sempre.

Francesco Guccini, l’icona della musica e della poesia italiana, ha lasciato il mondo a Pavana, il borgo in provincia di Pistoia dove ha iniziato la sua strada. Il Maestro, noto per la sua capacità di dare senso alle parole e per la sua umanità sconfinata, ha trovato la sua ultima dimora nel luogo che lo ha visto crescere e dove ha sempre sentito casa. La sua morte, avvenuta a Pavana, ha scosso la comunità locale e i suoi amici, che lo ricordano come una figura unica e un poeta di grande rango.
Un borgo che lo ha visto crescere e che lo ha accolto fino all’ultimo respiro
Pavana, una frazione di Sambuca Pistoiese, è diventata il luogo simbolo della vita di Francesco Guccini. Incastonata nell’Appennino, tra le colline e i fiumi, il borgo ha visto nascere l’artista che ha reso la musica italiana un’esperienza profonda e spirituale. Il cancellone verde, con la targhetta scritta a pennarello “Guccini Fra”, è diventato un simbolo di affetto e ricordo. La casa del Maestro, accucciata in fondo al vialetto, è oggi vegliata dai suoi stretti familiari, mentre i passanti si fermano a lasciare un fiore o un ricordo.
La sua voce, che ha cantato per generazioni, si è spenta nel luogo che lo ha visto crescere. La sua passione per la musica lo ha accompagnato fin da giovane. A Pavana, il borgo dove ha iniziato la sua vita, ha cantato anche al circolo della Proloco, un luogo che ha rappresentato per lui un punto di riferimento. L’amico d’infanzia Lino Pieraccini, che lo conosceva da una vita, ha ricordato come fosse un bambino “con cui scorrazzavamo su e giù per queste colline a raccoglier le castagne o a fregare la frutta di notte dai filari”. Lui era più vecchio di qualche anno e spesso si trovavano insieme a sedere per ascoltarlo cantare.
Un’umanità sconfinata e una voce che ha dato senso alle parole
Francesco Guccini era una persona dai gusti semplici, ma con una profondità di pensiero e una capacità di dare senso alle parole che lo distinguevano. La moglie Raffaella Zuccari, presente al suo lutto, ha ricordato come fosse una persona unica, di cui mancherà soprattutto la sua voce. “Era una persona che sapeva tutto, conosceva i dialetti di tutto il mondo, la storia. Sapeva dare un senso a tutte le parole e con un’umanità sconfinata”, ha detto Elisabetta Piludu, cuoca del ristorante Caciosteria Due Ponti, dove Guccini andava a mangiare regolarmente.
La sua voce, che ha cantato per generazioni, è rimasta impressa nella memoria di chi lo ha conosciuto. La sua passione per la musica lo ha accompagnato fin da giovane. A Pavana, il borgo dove ha iniziato la sua vita, ha cantato anche al circolo della Proloco, un luogo che ha rappresentato per lui un punto di riferimento. L’amico d’infanzia Lino Pieraccini, che lo conosceva da una vita, ha ricordato come fosse un bambino “con cui scorrazzavamo su e giù per queste colline a raccoglier le castagne o a fregare la frutta di notte dai filari”. Lui era più vecchio di qualche anno e spesso si trovavano insieme a sedere per ascoltarlo cantare.
Finché ha potuto ha continuato a cantare anche qui, al circolo della Proloco. E poi m’invitava tante volte a casa sua. Ma io non volevo disturbarlo. E allora lui tornava qui e mi chiamava ancora. Non era bravo, era bravissimo. La sua voce, che ha cantato per generazioni, si è spenta nel luogo che lo ha visto crescere.
