UMass Chan: ricercatore sottoposto a sanzioni per violazioni sull’uso degli animali
Ricercatore dell’UMass Chan sottoposto a sanzioni per violazioni sull’uso degli animali, diventando l’ottavo caso segnalato da PETA.

Il 13 agosto 2026, PETA ha reso pubblico un caso di violazioni delle regole sull’uso degli animali all’Università di Massachusetts Chan Medical School (UMass Chan), coinvolgendo un ricercatore che ha subito sanzioni per comportamenti inaccettabili. Jin Zhang, un ricercatore dell’istituto, è stata sospesa dalle sue attività di ricerca e privata del diritto di manipolare animali per un anno, diventando l’ottavo caso segnalato da PETA a causa di abusi o mancanza di competenza. La sospensione è avvenuta dopo che è emerso che Zhang aveva continuato a eseguire interventi chirurgici su topi nonostante fosse stata sospesa, violando le norme di benessere animale.
Violazioni e sanzioni per uso improprio di animali
Le violazioni di Zhang sono state documentate da PETA, che ha reso pubblici dettagli su come il ricercatore avesse eseguito procedure invasive su topi, tra cui l’incisione del cranio, l’iniezione di virus nel cervello e l’impianto di dispositivi. Inoltre, Zhang ha sottratto liquidi ai topi per costringerli a partecipare a esperimenti comportamentali, offrendo loro solo una goccia d’acqua come ricompensa. Queste pratiche sono state considerate non solo inumane, ma anche inutili, in quanto non hanno portato a risultati scientifici significativi.
Le violazioni di Zhang non si limitano a singoli episodi, ma rappresentano un pattern di comportamenti non conformi alle normative. Le sue attività sono state sospese e il laboratorio è stato sottoposto a un piano di azione correttiva, un segno evidente di non conformità alle regole. Zhang è stata anche privata dell’accesso ai laboratori e dei topi, con l’obbligo di completare un addestramento aggiuntivo prima di poter tornare a lavorare con animali.
Un sistema in crisi e la richiesta di cambiamento
La situazione di Zhang ha suscitato preoccupazioni non solo per le violazioni individuali, ma anche per l’impatto su tutta la comunità scientifica. PETA ha chiesto all’UMass Chan di abbandonare la ricerca su animali e di passare a metodi non animali, più etici e scientificamente validi. La richiesta di cambiamento è stata accompagnata da una campagna per sensibilizzare il pubblico e coinvolgere la comunità. La sospensione di Zhang rappresenta un caso emblematico di come le violazioni possano ripetersi se non si adottano misure più rigorose e trasparenti.
La sospensione di Zhang non è un caso isolato, ma parte di una serie di violazioni segnalate da PETA. Almeno sette altri ricercatori dell’UMass Chan sono stati segnalati per comportamenti simili, indicando una situazione di grave disordine all’interno dell’istituto. Questi casi sollevano interrogativi sulle capacità dell’università di controllare le attività di ricerca su animali e di garantire il rispetto delle normative. La questione sollevata da PETA non riguarda solo un singolo ricercatore, ma un sistema che sembra non essere in grado di garantire il rispetto delle norme. La sospensione di Zhang è un passo necessario, ma non sufficiente a risolvere un problema che richiede una revisione completa delle politiche e della supervisione all’interno dell’UMass Chan.
