La Lega di Stefani accelera sull’autonomia differenziata per precedere altre regioni del Nord

La Lega in Veneto, guidata da Stefani, accelera sull’autonomia differenziata per precedere altre regioni del Nord, tra polemiche e tensioni interne.

Consiglieri regionali della Lega discutono sull'autonomia differenziata in una seduta del Consiglio regionale, con tensioni tra gruppi politici
Consiglieri regionali della Lega discutono sull’autonomia differenziata in una seduta del Consiglio regionale, con tensioni tra gruppi politici

La Lega in Veneto, guidata da Alberto Stefani e non da Luca Zaia, sta accelerando sull’obiettivo dell’autonomia differenziata, puntando a precedere altre regioni del Nord, tra cui la Lombardia. Il blitz, come lo definisce il capogruppo Riccardo Barbisan, è iniziato nel periodo estivo, con l’obiettivo di concludere l’intesa preliminare prima di altre regioni. L’accelerazione, però, ha suscitato polemiche, soprattutto da parte del Partito Democratico, che ha denunciato l’irregolarità nell’agenda delle discussioni in consiglio regionale, sottolineando la priorità del tema del fine vita.

Un’accelerazione per precedere i rivali

La Lega, attraverso il gruppo consiliare, ha iniziato a discutere sull’autonomia differenziata già il 18 agosto, con l’obiettivo di concludere l’intesa preliminare prima di altre regioni. L’iter, che prevede l’approvazione formale dei consigli regionali e la discussione al Consiglio dei Ministri, è stato avviato in modo rapido, con l’ausilio del parere tecnico che ha confermato la legittimità del progetto di legge. «Non abbiamo scavalcato nulla», ha sottolineato Barbisan, che ha spiegato come l’agenda fosse già nell’aria e non fosse un atto improvvisato.

La Lega non ha scavalcato nulla, ma ha accelerato per precedere i rivali.

Il Pd ha espresso preoccupazione per l’accelerazione, sostenendo che il tema del fine vita dovrebbe essere prioritario. «Il parere tecnico parla chiaro e smonta pezzo per pezzo la narrazione della Giunta», ha dichiarato Giovanni Manildo, presidente dell’intergruppo del centrosinistra. Secondo il Pd, l’urgenza attribuita all’autonomia differenziata è politica e non legittimata da un reale bisogno. «La legislatura parlamentare potrebbe terminare in anticipo», ha ammesso Barbisan, sottolineando il rischio di perdere il momento favorevole per l’approvazione.

Le sfide dell’autonomia differenziata

Il progetto di autonomia differenziata in Veneto riguarda quattro ambiti chiave: nuove professioni, sanità, previdenza complementare e protezione civile. L’obiettivo è di gestire meglio i risparmi del fondo sanitario regionale e di ottenere vantaggi in materia di finanza pubblica. «L’accordo ci dà la possibilità di gestire risparmi del fondo sanitario regionale per altre attività pur sempre di carattere sanitario e sociosanitario», ha spiegato Barbisan. L’obiettivo è di ottenere un accordo che permetta al Veneto di distinguersi rispetto ad altre regioni, come la Lombardia, che ha anche una sua agenda autonomista.

Il Veneto punta a distinguersi con un accordo che prevede vantaggi in materia sanitaria e finanziaria.

La Lega, però, non si ferma qui. L’accelerazione sull’autonomia differenziata è parte di un più ampio piano per rafforzare la posizione del partito nel Nord Italia. «Siamo pronti a tutto, per questo anche noi corriamo il più possibile», ha detto Barbisan, sottolineando l’importanza di agire in modo rapido per non perdere la possibilità di precedere i rivali. L’obiettivo, però, non è solo politico, ma anche strategico: il Veneto vuole dimostrare di essere una regione pronta a gestire i temi dell’autonomia in modo autonomo e innovativo.