West Nile in Veneto: sorveglianza rileva circolazione virale al 4% in regione

Sorveglianza integrata in Veneto rileva circolazione virale del West Nile al 4%, con rischio maggiore per anziani e persone con patologie croniche.

Zanzare e uccelli positivi al virus West Nile in Veneto, con sorveglianza attiva per prevenire trasmissione all’uomo
Zanzare e uccelli positivi al virus West Nile in Veneto, con sorveglianza attiva per prevenire trasmissione all’uomo

Il virus West Nile si sta diffondendo in Veneto, con una circolazione virale rilevata al 4% attraverso la sorveglianza integrata. L’incremento rispetto al 2025 ha suscitato attenzione, ma non preoccupazione eccessiva, grazie al sistema di monitoraggio attivo e alle misure di prevenzione in atto. La regione, insieme al Friuli Venezia Giulia, ha registrato un aumento del numero di zanzare positive al virus, con 46 trappole su 86 risultate positive. L’obiettivo del sistema è individuare precocemente la circolazione del virus per attivare tempestivamente le azioni di mitigazione del rischio di trasmissione all’uomo.

sorveglianza entomologica e veterinaria

La sorveglianza entomologica condotta dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) ha rilevato un aumento del numero di zanzare positive al virus West Nile rispetto al 2025. Il tasso di positività dei pool di zanzare analizzati in Veneto è del 4%, mentre in Friuli Venezia Giulia si attesta allo 0,5%. I dati, raccolti attraverso 86 trappole distribuite in Veneto e Friuli Venezia Giulia, indicano un’ampia diffusione del virus. Sul fronte veterinario, sono risultati positivi 33 uccelli selvatici e 5 equidi, con un impatto significativo sulla circolazione del virus nell’ambiente.

Le province interessate sono Venezia (9), Rovigo (8), Verona (8), Padova (7), Vicenza (5), Treviso (4), Udine (4) e Pordenone (1). Il ciclo zanzara-uccello-zanzara favorisce l’amplificazione del virus, con molti uccelli domestici e selvatici che fungono da serbatoio. La sorveglianza entomologica e veterinaria è parte integrante del Piano nazionale di sorveglianza, che mira a prevenire la trasmissione del virus all’uomo.

prevenzione e comportamenti individuali

Accanto ai sistemi di prevenzione di sanità pubblica, la misura più efficace per ridurre il rischio resta l’adozione di semplici comportamenti individuali. L’uso di repellenti cutanei, l’indossare abiti coprenti, l’utilizzo di zanzariere alle finestre e l’evitare ristagni d’acqua in vasi e contenitori esterni sono azioni fondamentali per proteggersi dal virus. Inoltre, l’impiego di prodotti larvicidi in tombini e pozzetti contribuisce a ridurre la presenza di zanzare. La diffusione del virus è legata a fattori ambientali come le temperature elevate e la prolungata stagione calda, che favoriscono la proliferazione dei vettori. Inoltre, le condizioni di siccità concentrano le riserve d’acqua, creando punti di aggregazione tra uccelli selvatici e zanzare, con conseguente amplificazione del virus. La fase di massima circolazione è attesa fino ai primi di settembre, con un andamento che dipenderà in larga misura dalle temperature.

La sorveglianza integrata, basata su un approccio One Health, coinvolge il monitoraggio di insetti vettori, uomo, uccelli ed equidi. L’obiettivo è individuare precocemente la circolazione del virus nei vettori e nell’avifauna, in modo da attivare per tempo le azioni di mitigazione del rischio di trasmissione all’uomo. Alla prima zanzara o al primo esemplare di avifauna positivo, lo screening per le attività trasfusionali e di trapianto viene attivato immediatamente, garantendo la sicurezza trasfusionale anche nelle stagioni di maggiore circolazione. La sorveglianza entomologica e veterinaria è un elemento chiave per mantenere il controllo del virus e proteggere la salute pubblica. L’IZSVe promuove iniziative di informazione e comunicazione, come la campagna “Attenzione animali pericolosi” e l’app gratuita “Mosquito Alert”, per raggiungere le fasce di popolazione più esposte a forme gravi.