Furti in due musei europei: rubati un tesoro dell’età del Bronzo e un collier di Van Cleef & Arpels
Due furti in poco tempo in due musei europei: un tesoro dell’età del Bronzo e un collier di Van Cleef & Arpels sottratti a Villena e a Vienna.

Nelle ultime ore, due furti hanno scosso il mondo dell’arte e del patrimonio culturale in Europa. Il primo, avvenuto nella notte tra il 26 e il 27 agosto al Museo Archeologico di Villena, nella provincia di Alicante, ha visto sottrarsi un tesoro dell’età del Bronzo, mentre il secondo, a Vienna, ha portato via un collier di Van Cleef & Arpels, con un valore stimato di circa 3,7 milioni di euro. I due episodi, avvenuti a distanza di poche ore, segnano l’ultimo colpo nell’estate dei furti, un periodo in cui il patrimonio artistico ha subito diversi colpi.
Un tesoro dell’età del Bronzo sottratto a Villena
Il furto al Museo Archeologico di Villena ha visto i ladri portare via una delle più importanti collezioni di oreficeria dell’età del Bronzo in Europa. Il tesoro, scoperto nel 1963 dall’archeologo José Maria Soler, risale a circa il 1.000 avanti Cristo e comprende 66 oggetti di oreficeria, tra cui 11 coppe, 28 bracciali, due recipienti e altri manufatti prevalentemente in oro, per un totale di circa 10 kg. La refurtiva, sottratta in soli quattro minuti, ha un valore inestimabile.
Le immagini del sistema di video-sorveglianza confermerebbero la regolare presenza del personale nel luogo di lavoro e smentirebbero le voci circolate nei giorni successivi al colpo, secondo cui almeno uno dei custodi si sarebbe allontanato per partecipare alla processione della Vara. Il sistema d’allarme, disattivato da uno dei custodi perché ritenuto un falso contatto, ricorda la dinamica di un furto avvenuto a Vienna, a maggio 2003, quando l’allarme era stato ignorato mentre qualcuno approfittava dei ponteggi del Kunsthistorisches Museum per rubare la Saliera di Francesco I di Benvenuto Cellini.
Un collier di Van Cleef & Arpels rubato a Vienna
Il secondo colpo, avvenuto poco dopo le 14 al Mak, il Museo di arti applicate di Vienna, ha visto i ladri introdursi come insospettabili visitatori e frantumare con un martello la vetrina per portare via il collier appartenuto alla regina Nazli d’Egitto. Il gioiello, oltre 200 carati, composto da 673 diamanti rotondi e con taglio baguette, disposti secondo un motivo a raggiera, era stato realizzato nel 1939 in stile Art déco dalla storica maison parigina Van Cleef & Arpels per le nozze di Fawzia, la figlia della regina.
Presentato dall’azienda come “un pezzo iconico monocromatico che incarna il trionfo della gioielleria bianca”, dieci anni fa era stato battuto a New York per 4,3 milioni di dollari, pari a circa 3,7 milioni di euro, come rende noto la banca dati della casa d’aste Sotheby’s. Questa volta niente finestre rotte o allarmi saltati. I malviventi hanno pagato regolarmente il biglietto per impossessarsi del prezioso monile, uno dei 500 pezzi esposti fino al 27 settembre nella mostra temporanea dedicata alla maison fondata 120 anni fa a Place Vendôme.
Il furto ha suscitato preoccupazioni, soprattutto dopo l’ammissione da parte della direzione del museo del flop dei sistemi di sicurezza. Il caso ricorda il furto del 21 agosto 1911 al Louvre, quando un impiegato italiano uscì dal museo portandosi sotto il cappotto la Gioconda di Leonardo. Non serve andare troppo indietro nel tempo per rintracciare altri colpi celebri. Poco meno di un anno fa il Louvre è stato teatro di uno dei furti più clamorosi della storia. Nella Galerie d’Apollon erano bastati sette minuti per far sparire otto gioielli dal “valore inestimabile” appartenuti a Napoleone. Nonostante i colpi, nell’estate nera dell’arte non è mancata qualche buona notizia, come il recupero dei dipinti di Renoir, Cézanne e Matisse, per un valore di oltre 10,4 milioni di dollari, sottratti alla Fondazione Magnani-Rocca. Dopo il furto, sul sito del museo, un messaggio: “La bellezza non si porta via sotto il braccio, non è la tela, ma lo stupore che quella tela provoca in chi la guarda”.
