Intelligenze Artificiali: un’opportunità per il progresso

Matteo Flora analizza l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sulle nuove generazioni e la sua capacità di trasformare la quotidianità.

Matteo Flora in studio con un computer e un tablet, parla di Intelligenza Artificiale e sua influenza sulla società
Matteo Flora in studio con un computer e un tablet, parla di Intelligenza Artificiale e sua influenza sulla società

Matteo Flora, noto divulgatore e docente universitario, torna con la sua rubrica “Intelligenze Artificiali” su TgCom24, in onda da sabato 5 settembre. L’esperto ha parlato in esclusiva a TvBlog, sottolineando come l’Intelligenza Artificiale (AI) possa rappresentare un’opportunità per il progresso, pur richiedendo una maggiore consapevolezza da parte degli utenti. La trasmissione, condotta da Andrea Pucci, si propone come spazio per comprendere meglio l’evoluzione tecnologica e i suoi impatti sul quotidiano.

La comunicazione e il pubblico eterogeneo

Flora ha sottolineato che la principale sfida nell’affrontare il tema dell’AI è rivolgersi a un pubblico eterogeneo, in particolare a chi non è cresciuto al centro dell’innovazione tecnologica. “Molti potrebbero dire perché è più importante la Signora Maria di Casale Litta piuttosto che i decisori e i politici. La risposta è semplice: ci sono tanti modi in cui i tecnici e gli addetti ai lavori possono documentarsi, al contrario l’utente medio ha pochi modi (soprattutto in televisione) per capire effettivamente quanto l’Intelligenza Artificiale sia già in mezzo a noi”, ha spiegato.

La trasformazione tecnologica non è solo un fenomeno per i professionisti, ma per tutti. L’AI opera attivamente in moltissime attività quotidiane, come il controllo della spesa pubblica, l’analisi dei risultati di una tac o risonanza magnetica, i sistemi di prenotazione e l’analisi dei CV quando li si invia. È bene farlo capire a tutti nel modo più chiaro e diretto possibile.

AI e lavoro: un’alleato o una minaccia?

Secondo Flora, l’AI non sostituisce l’uomo, ma lo aiuta a migliorare la quotidianità. “In realtà l’Intelligenza Artificiale farà quello che hanno già fatto i computer su una scala molto più ampia. Pensiamo al medico che scrive con la penna o al fax o le lettere e comunicazioni mandate – in un passato remoto – con la macchina da scrivere. Anche in quel caso il computer ha fatto sparire, tra virgolette, tanti mestieri come il dattilografo ad esempio ma ha aperto nuove porte di comunicazione”, ha spiegato.

Il vero pericolo dell’AI non è legato alle professioni, ma all’autonomia di pensiero. In tantissimi si stanno abituando a usare l’Intelligenza Artificiale come un oracolo e questo è sbagliatissimo. Si chiedono cose al dispositivo senza controllare quel che viene fuori e verificare le fonti dando per scontato che il risultato di un prompt sia Vangelo. Flora ha anche sottolineato che il discernimento e l’arbitrio su determinate questioni, anche rispetto alla credibilità o meno di certi risultati, deve continuare a metterlo l’utente.

Il divulgatore ha anche parlato del tema della sicurezza online, in particolare riguardo ai minori. “A oggi non può esserci per legge sui social un minore sotto i 13 anni, il problema qual è? I genitori danno il cellulare in mano ai figli e lasciano loro usare l’account social degli adulti. Quindi noi possiamo proibire quello che vogliamo, ma l’unica cosa che genera la proibizione è una sorta di finta sicurezza del siccome c’è una norma le cose andranno a posto lo stesso e io non dovrò impegnarmi nel ruolo genitoriale”, ha spiegato. Dato che i minorenni non sono scemi hanno trovato il modo di aggirare le verifiche. “Oppure – peggio ancora – hanno messo in mezzo i genitori per farsi gestire gli account”, ha concluso.