Cassazione conferma ergastolo per Rosa Bazzi e Olindo Romano, no alla revisione del processo

Cassazione conferma ergastolo per Rosa Bazzi e Olindo Romano, no alla revisione del processo

La Cassazione ha confermato definitivamente la condanna a ergastolo per Rosa Bazzi e Olindo Romano per la strage di Erba del 2006, respingendo la richiesta di revisione del processo avanzata dalla difesa. La decisione, resa nota martedì 25 marzo 2025, chiude un iter giudiziario lungo e tormentato per le famiglie delle vittime. La sentenza, già bocciata lo scorso luglio dalla Corte d’Appello di Brescia, ha ritenuto non fondati i motivi sollevati dagli avvocati dei condannati. La decisione ha trovato un’accoglienza positiva da parte della famiglia Frigerio, i cui figli Andrea e Elena sono figli del testimone oculare Mario e della vittima Valeria Cherubini.

Giustizia fatta, il tormento finito

«Giustizia ancora una volta è fatta», ha dichiarato Adamo De Rinaldis, avvocato della famiglia Frigerio, dopo la sentenza della Cassazione. «E’ finito il tormento quotidiano che hanno subito per anni e che non ha mai permesso loro di elaborare il lutto per la perdita dei loro cari». L’avvocato ha espresso soddisfazione per la chiusura del processo, sottolineando che le difese dei condannati non hanno presentato nuovi elementi rispetto a quanto emerso in precedenza. «Eravamo sereni sia durante che dopo l’udienza», ha aggiunto De Rinaldis, sottolineando la coerenza delle decisioni prese in sede di primo e appello.

Elementi contestati come falsi

La difesa di Rosa Bazzi e Olindo Romano aveva avanzato l’ipotesi di un’intossicazione del testimone oculare Mario Frigerio, che avrebbe compromesso la sua capacità di riconoscimento. Tuttavia, l’avvocato De Rinaldis ha chiarito che tale ipotesi era «il frutto di una falsa rappresentazione difensiva». «Il dato dell’intossicazione era chiaramente smentito dai dati clinici presenti in atti e disponibili sin dal primo grado di giudizio a tutte le parti», ha spiegato. La Cassazione ha ritenuto quindi non fondato il ricorso, confermando la validità delle prove già esaminate.

La famiglia Frigerio, che ha seguito con attenzione l’iter giudiziario, ha espresso apprezzamento per la decisione della Corte. «Aspettiamo la motivazione, ma in questa occasione sia noi difensori di parte civile Frigerio sia il pg abbiamo espressamente chiarito alla Corte di Cassazione che l’elemento della intossicazione di Mario Frigerio era una falsa rappresentazione», ha concluso De Rinaldis. La sentenza, dunque, rappresenta un ulteriore passo verso la chiusura di un caso che ha scosso l’opinione pubblica e ha suscitato emozioni intense per le famiglie coinvolte.

La strage di Erba, avvenuta il 11 dicembre 2006, ha visto la morte di quattro persone, tra cui Valeria Cherubini, testimone oculare del processo. La decisione della Cassazione non solo conferma la condanna a ergastolo per Rosa Bazzi e Olindo Romano, ma anche la validità delle prove raccolte durante l’indagine. La famiglia Frigerio, dopo anni di attesa e di sofferenza, ha trovato un momento di pace con la conclusione del processo. «E’ finito il tormento quotidiano», ha ripetuto l’avvocato, sottolineando l’importanza della giustizia nel risolvere un caso complesso e drammatico.

La Cassazione ha respinto la richiesta di revisione del processo, confermando definitivamente la condanna a ergastolo per Rosa Bazzi e Olindo Romano. La decisione ha trovato un’accoglienza positiva da parte della famiglia delle vittime, che ha espresso sollievo per la conclusione dell’iter giudiziario. L’avvocato De Rinaldis ha sottolineato come la difesa non abbia presentato nuovi elementi rispetto a quanto emerso in precedenza, e come l’intossicazione del testimone oculare fosse una falsa rappresentazione. La sentenza rappresenta un ulteriore passo verso la chiusura di un caso che ha scosso l’opinione pubblica e ha suscitato emozioni intense per le famiglie coinvolte.