Il delitto di Avetrana torna in tv: il documentario su Nove riaccende il caso Sarah Scazzi
Il documentario su Nove riaccese il caso Sarah Scazzi, 16 anni dopo.

Il delitto di Avetrana, uno dei casi di cronaca nera più sconvolgenti della storia italiana, è tornato al centro dell’attenzione grazie a un documentario andato in onda su Nove il 5 settembre 2026. La vicenda di Sarah Scazzi, la quindicenne scomparsa il 26 agosto 2010 ad Avetrana, in provincia di Taranto, e uccisa dalla zia e dalla cugina, ha riacceso l’interesse del pubblico, con migliaia di ricerche online e un dibattito acceso sui social media. Il documentario, intitolato “Il delitto di Avetrana”, ha ricostruito la storia attraverso testimonianze, intercettazioni e verbali, mettendo in luce le domande ancora aperte e le zone d’ombra del caso.
Un caso che ha scosso l’Italia
La scomparsa di Sarah Scazzi, 15 anni, ha tenuto l’Italia intera col fiato sospeso. La ragazza scomparve da Avetrana il 26 agosto 2010 e il suo corpo fu ritrovato tre mesi dopo, il 6 ottobre, in una cisterna in campagna. Il ritrovamento fu annunciato in diretta televisiva durante una puntata di Chi l’ha visto, con la madre della ragazza in collegamento ancora all’oscuro dell’esito delle ricerche: un momento diventato simbolo del rapporto controverso tra cronaca e televisione.
Le indagini e le condanne
Le indagini portarono alla zia della ragazza, Cosima Serrano, e alla cugina Sabrina Misseri, madre e figlia, ritenute responsabili dell’omicidio, commesso secondo l’accusa nel garage della villetta di via Grazia Deledda. A loro si aggiunse Michele Misseri, marito di Cosima e padre di Sabrina, che confessò prima di ritrattare: per lui la condanna fu di 8 anni per concorso in soppressione di cadavere. Dopo il processo di primo grado del 2013, la sentenza è diventata definitiva: ergastolo per Cosima Serrano e Sabrina Misseri, otto anni a Michele Misseri.
Nel corso degli anni non sono mancate le polemiche sulle zone d’ombra del caso, con diverse versioni sui tempi e sui modi dell’omicidio. Il documentario su Nove ha ripercorso la vicenda attraverso testimonianze, intercettazioni e verbali, concentrandosi sulle domande ancora aperte: un racconto che ha riportato sotto i riflettori il caso Scazzi, a sedici anni dai fatti, e che ha spinto molti spettatori a cercare online la ricostruzione completa della storia.
Il documentario ha riacceso l’interesse per un caso che ha segnato l’Italia. La storia di Sarah Scazzi continua a essere raccontata in libri, documentari e programmi tv, a testimonianza di un interesse che il tempo non ha spento. Il delitto di Avetrana è considerato un caso emblematico della cronaca nera italiana degli ultimi vent’anni, sia per la ferocità del crimine sia per il ruolo giocato dalla televisione e dai media nella vicenda.
La vicenda di Sarah Scazzi rimane un simbolo di cronaca nera. Il documentario su Nove ha riacceso il dibattito su un caso che ha segnato l’Italia, con un’attenzione che non si è mai spenta. La scomparsa e la morte della ragazza sono ancora oggi un tema di dibattito, anche se le condanne sono definitive e le indagini sono chiuse.
