Una trappola hi-tech e un’alleanza con la comunità: la battaglia di Gerardo Scotti per salvare la volpe di Agropoli

Una volpe malata a Agropoli evita le trappole hi-tech, mentre volontari e tecnologia cercano di salvarla.

Una volpe malata evita le trappole a Agropoli mentre volontari e tecnologia cercano di salvarla
Una volpe malata evita le trappole a Agropoli mentre volontari e tecnologia cercano di salvarla

A Agropoli, in Campania, si svolge una battaglia quotidiana per salvare una volpe malata, ribattezzata affettuosamente da Gerardo Scotti come “monella schiva e furbetta”. La missione, lanciata da un volontario dell’associazione Genesi, si svolge in un contesto di tensione e imprevisti, ma con un obiettivo chiaro: catturare l’animale in sicurezza e trasferirlo al centro specializzato di Napoli per ricevere le cure necessarie. La volpe, ridotta a pelle e ossa a causa di una severa forma di rogna, si muove in un perimetro compreso tra la caserma della Guardia di Finanza, la contrada Fuondi e la zona del fiume Testene, evitando sistematicamente le trappole intelligenti disposte per il suo recupero.

Una strategia tecnologica e umana

La strategia per salvare la volpe si basa su una combinazione di tecnologia e determinazione. Gerardo Scotti, noto animalista dell’associazione Genesi, ha potenziato la sua azione con l’installazione di una fototrappola con telecamera intelligente collegata alla rete, in grado di inviare segnalazioni fotografiche in tempo reale al cellulare dei volontari. Questa innovazione ha permesso di ricostruire una mappa dei movimenti dell’animale, rivelando che si nutre di fichi selvatici, una fonte di energia preziosa per la sua fuga. Nonostante i lunghi appostamenti, che hanno superato anche le venti ore consecutive, l’animale è sempre riuscito a dileguarsi un istante prima dell’arrivo dei soccorritori.

La missione si sta rivelando una complessa partita a scacchi, con imprevisti che spesso mettono in discussione i piani. In un primo tentativo, la trappola ha imprigionato un grosso topo, mentre l’ultimo scatto arrivato sullo smartphone di Scotti ha mostrato, sornione dietro le sbarre, un gatto che cercava un pasto facile. Il volontario, con ironia e rassegnazione, si è visto costretto a correre sul posto per liberare l’inatteso ospite felino, commentando come la volpe continui a scorrazzare libera per le campagne circostanti mentre tutto il piano sembra da rifare.

Un’alleanza con la comunità

La collaborazione della comunità, unita alla tecnologia e alla perseveranza dei volontari, resta l’ultima, fondamentale speranza per strappare questa piccola creatura a un destino segnato. Chiunque avvisti l’animale è pregato di segnalare immediatamente la posizione a Gerardo Scotti o alla pagina dell’associazione “Amici a quattro zampe”, evitando tassativamente qualsiasi tentativo di approccio diretto o di somministrazione di cibo improvvisato. Scotti ha già avviato i contatti con l’Asl veterinaria locale per valutare l’opportunità di inserire direttamente nel cibo qualche farmaco terapeutico, così da iniziare a trattare l’infezione della pelle anche a distanza.

La determinazione dell’associazione Genesi resta incrollabile nonostante i lunghi appostamenti e i tentativi falliti. La volontà di salvare la volpe, nonostante le sfide, rappresenta un esempio di come la tecnologia e l’impegno umano possano unirsi per affrontare situazioni complesse e urgenti. La battaglia di Gerardo Scotti e dei suoi compagni di volontariato è un caso di resilienza e attenzione verso la natura, che continua a suscitare interesse e partecipazione nella comunità locale.

La volpe, con la sua intelligenza, continua a sfidare i piani dei volontari.

La collaborazione della comunità è cruciale per il successo della missione.