Paziente distrugge il pronto soccorso di Schiavonia, la primaria: «Situazione gestita con professionalità»
Paziente distrugge il pronto soccorso a Schiavonia, la primaria: situazione gestita con professionalità e prontezza.

Un paziente ha danneggiato l’area rossa del pronto soccorso degli Ospedali Riuniti Padova Sud a Schiavonia, causando ingenti danni e mettendo in pericolo la sicurezza di tutti. L’episodio, avvenuto domenica pomeriggio, ha coinvolto un uomo di 52 anni, residente nel Montagnanese, che, sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, ha distrutto l’ambiente di lavoro. La primaria Roberta Volpin ha descritto l’evento come un momento critico, in cui la violenza dell’aggressione ha creato una situazione di estrema pericolosità. Tuttavia, il personale ha reagito con prontezza e professionalità, evitando conseguenze più gravi.
Un episodio grave gestito con determinazione
La direttrice generale dell’Ulss 6 Euganea, Patrizia Benini, ha espresso solidarietà e ringraziamento al personale che ha gestito l’emergenza. «Quanto accaduto agli Ospedali Riuniti Padova Sud è un episodio grave, che avrebbe potuto avere conseguenze ben più serie», ha dichiarato. L’episodio ha visto otto persone impegnate a presidiare il bagno in cui l’uomo era stato rinchiuso, mentre l’area rossa veniva evacuata e alcune ambulanze dirottate su altri ospedali. La prontezza di un’infermiera in turno, che ha chiuso la porta del bagno con una barella, ha giocato un ruolo chiave nel contenere la situazione.
La reazione pronta e decisiva del personale ha salvato la situazione. La primaria Volpin ha sottolineato come la violenza dell’aggressione e la forza dell’uomo abbiano creato una situazione di estrema pericolosità, causando ingenti danni al pronto soccorso. Tuttavia, grazie alla reazione tempestiva del personale, non si sono registrati feriti tra pazienti e operatori.
Un problema che si fa sempre più sanitario
La primaria Volpin ha sottolineato come i problemi che un tempo erano di ordine pubblico, oggi si stanno trasformando in questioni sanitarie. «Problemi che un tempo erano di ordine pubblico, osserva Volpin, sono diventati sanitari. Sul mercato circolano nuove droghe molto pericolose, stupefacenti sintetici che danno attivazione a chi li assume: vere e proprie bombe, nella sua definizione. E a prenderle, avverte, sono tante persone, di qualsiasi età, fin dalla più tenera.» L’episodio di Schiavonia si inserisce in una serie di aggressioni e minacce rivolte a operatori sanitari, un fenomeno che preoccupa anche il presidente della Regione Alberto Stefani.
Le aggressioni ai sanitari stanno assumendo dimensioni preoccupanti. Stefani ha espresso preoccupazione per le aggressioni ai sanitari negli ospedali veneti, sottolineando l’urgenza di risposte su più fronti. «Occorrono risposte, sia sul piano dell’ordine pubblico e della deterrenza, sia su quello culturale, per la difesa di luoghi come i pronto soccorso dove persone inermi si prodigano per la salute delle persone e non meritano di farlo con il timore di ricevere calci invece di ringraziamenti, che sarebbero sempre doverosi», ha dichiarato. L’ideale sarebbe avere un presidio delle forze d’ordine in ogni ospedale, ma questa soluzione non è sempre realizzabile.
Nonostante i rischi crescenti, il sistema sanitario ha dimostrato una capacità di reazione e di gestione delle emergenze. «La sicurezza di chi lavora nei nostri ospedali e di chi vi accede per ricevere assistenza è una priorità e continueremo a mantenere alta l’attenzione su questo tema», ha affermato la direttrice Benini. L’episodio di Schiavonia ha messo in luce la necessità di un maggiore impegno per la difesa dei luoghi di cura, dove il rispetto e la sicurezza devono essere garantiti a tutti. La primaria Volpin ha concluso con un appello: «Certe volte dovremmo ricordarci di più di quello che il servizio sanitario può garantire ai cittadini del nostro territorio».
