Massimo Bossetti ritratto come un mostro, Salvagni: killer mancino e video di Marita
Processo Bossetti, difesa contesta accuse e accusa video come strumento di condizionamento

Il processo per l’omicidio di Yara Gambirasio, in corso a Bergamo, ha visto un nuovo sviluppo durante l’udienza del 27 maggio. La difesa del muratore di Mapello, Massimo Bossetti, ha presentato nuove dichiarazioni e contestazioni, con l’avvocato Claudio Salvagni che ha accusato il sistema processuale di essere basato su ricostruzioni non verificate e di aver ritratto il suo cliente come un “mostro”. La moglie di Bossetti, Marita Comi, è intervenuta in tribunale a bordo di una Porsche Panamera, mentre la madre, Ester Arzuffi, non ha partecipato per motivi di salute. L’udienza è stata caratterizzata da tensioni e accuse rivolte a investigatori e inquirenti, con Salvagni che ha parlato di “tortura” e di “colpi bassi” nella gestione del caso.
La difesa contesta il processo e il video di Marita
Salvagni ha ribadito che il processo è “fondato sul nulla” e che le ricostruzioni non hanno riscontro sulle carte. L’avvocato ha sottolineato come il dibattito non abbia dato una ricostruzione attendibile, ma abbia piuttosto creato una “anomalia” che è stata usata per condannare senza certezze. Inoltre, ha criticato l’uso del video di Marita Comi, che ritrae un furgone e che, secondo lui, è stato confezionato come un “pacchetto dono” per tranquillizzare la gente e presentare Bossetti come un “mostro”. Il video, ha detto Salvagni, è servito per condizionare l’opinione pubblica e indebolire la credibilità del difensore.
Accuse contro investigatori e testimonianze contraddittorie
La difesa ha anche contestato la parte civile, accusandola di aver svolto un “lavoro sporco” con lettere hard che sono state rese note durante il processo. Salvagni ha riferito che il muratore, durante i giorni in cui è stato interrogato, stava peggio di quando era stato arrestato. L’avvocato ha anche accusato il colonnello Lorusso e i Ros di Brescia di aver dato dichiarazioni false in aula, contraddicendosi in precedenza. Inoltre, ha parlato dell’autopsia, sottolineando che il corpo potrebbe essere stato portato nel campo dopo la morte, con un accenno alle ferite sulla mandibola che fanno presupporre che il killer sia mancino.
La difesa ha chiesto a sua volta la possibilità di rendere dichiarazioni spontanee, in vista dell’ultima udienza del processo. L’intenzione di Bossetti è quella di ribadire la sua totale estraneità all’accusa di aver ucciso Yara Gambirasio. L’udienza è stata un momento di tensione e di contestazione, con la difesa che ha messo in luce le critiche verso il sistema processuale e le accuse rivolte a chi ha gestito l’indagine.
- Salvagni accusa il processo di essere basato su ricostruzioni non verificate
- Il video di Marita Comi è visto come un strumento di condizionamento
- Accuse contro investigatori e testimonianze contraddittorie
- La difesa chiede la parola per l’ultima fase del processo
Il processo di Massimo Bossetti continua a essere un caso di forte interesse pubblico, con la difesa che cerca di smontare le accuse e di mettere in discussione le prove presentate. La gestione del caso, secondo Salvagni, è stata marcatamente influenzata da pregiudizi e da un uso improprio di strumenti come il video, che ha contribuito a creare un’immagine distorta del suo cliente. L’udienza del 27 maggio ha rappresentato un ulteriore passo nella battaglia legale del muratore di Mapello.
