Ricorso per revoca ergastolo a Pamela Mastropietro: la madre: «Non c’è giustizia»

Ricorso in Cassazione per revoca ergastolo a Pamela Mastropietro: la madre esprime dolore e delusione.

Ricorso per revoca ergastolo a Pamela Mastropietro: la madre: «Non c’è giustizia»
Ricorso per revoca ergastolo a Pamela Mastropietro: la madre: «Non c’è giustizia»

Alessandra Verni, la madre di Pamela Mastropietro, è rimasta sconvolta e delusa dopo la notizia del ricorso straordinario in Cassazione presentato dalla difesa di Innocent Oseghale, che potrebbe portare alla revoca dell’ergastolo. La donna, che ha seguito con dolore l’iter giudiziario della figlia, ha espresso un forte senso di ingiustizia e mancanza di rispetto per le vittime e le loro famiglie. «Non c’è giustizia», ha detto, sottolineando come la famiglia sia costretta a tornare a lottare dopo anni di sofferenza.

La famiglia non ha mai smesso di lottare

La madre ha ricordato come, dopo sei anni e dieci mesi, arrivi questa nuova batosta, che la lascia senza parole. Il corpo di Pamela, che si era allontanata da una comunità di Corridonia (Macerata), era stato ritrovato smembrato in due trolley il 30 gennaio 2018. «Sto veramente male», ha detto Alessandra Verni, che ha sottolineato come la famiglia stia pagando con la salute il dolore per la morte di Pamela. Il padre della ragazza è morto lo scorso anno, e la madre ha espresso la sua frustrazione per la mancanza di rispetto verso le vittime. «Pamela ha subito violenze incredibili e inaudite», ha aggiunto, sottolineando come la giustizia non abbia dato risposte sufficienti.

Un nuovo passo nel giudizio

L’udienza per discutere il ricorso, che contesta l’addebito della violenza sessuale ai danni della diciottenne uccisa, è prevista per il 16 gennaio. La madre ha espresso la sua convinzione che ci siano complici nella vicenda, tra cui almeno quattro persone, e ha sottolineato come in alcune intercettazioni si parli anche di italiani. «Perché queste persone non sono state identificate?», ha chiesto, mostrando un forte senso di impotenza e delusione.

La difesa chiede la revoca dell’ergastolo

Il ricorso straordinario è teso ad escludere la violenza sessuale, come reato e come aggravante, dalle accuse che hanno portato alla condanna dell’ergastolo per l’omicidio e lo smembramento del cadavere della diciottenne. I legali, Umberto Gramenzi e Simone Matraxia, sostengono che la Corte avrebbe commesso un errore materiale nella lettura degli atti, ritenendo che Oseghale avesse ceduto direttamente l’eroina a Pamela all’interno della casa di via Spalato 124, dove la giovane sarebbe stata attirata con questo pretesto, poi stuprata e uccisa.

Secondo i legali, Oseghale sarebbe stato solo un intermediario tra un suo amico pusher e la vittima. L’imputato avrebbe preteso un rapporto sessuale da Pamela fuori dall’appartamento per poi metterla in contatto con lo spacciatore che le avrebbe ceduto la dose prima che entrasse nella casa dove poi l’ha assunta. Una ricostruzione che, sostengono i legali, escluderebbe la violenza sessuale e il fatto che lui avrebbe approfittato delle condizioni di inferiorità psichica di Pamela.

La difesa chiede che la Corte adotti provvedimenti per correggere l’errore e si pronunci sul ricorso contro la sentenza, annullandola. In subordine, che faccia decadere il provvedimento e rinnovi il giudizio sul ricorso per Cassazione.