L’inquinamento luminoso e il cuore: un legame inaspettato

L’esposizione alla luce notturna potrebbe danneggiare il cuore, secondo uno studio su European Heart Journal.

La luce notturna, spesso considerata un semplice fastidio, potrebbe avere conseguenze gravi sulla salute del cuore. Uno studio pubblicato su European Heart Journal ha evidenziato che l’esposizione alla luce durante il riposo notturno può alterare la struttura e la funzione cardiaca, aumentando il rischio cardiovascolare negli anni successivi. Questo fenomeno, noto come alterazione del ritmo circadiano, ha messo in luce un legame tra l’inquinamento luminoso e la salute del cuore, un tema finora poco esplorato.

La luce notturna e il cuore

La ricerca, condotta da Jin Dai e colleghi della Tulane University, ha analizzato dati raccolti attraverso dispositivi indossabili che misuravano contemporaneamente il movimento e la luce ambientale. I partecipanti, selezionati tra la Uk Biobank, hanno portato per sette giorni un dispositivo Axivity sul polso, registrando l’illuminazione durante le ore di riposo. I ricercatori hanno identificato cinque ore consecutive di minima attività per ogni persona, utilizzate come indicatore del periodo circadiano di riposo. La luce notturna, se supera i 3 lux, ha mostrato effetti significativi. Il gruppo con maggiore esposizione ha presentato una massa del ventricolo sinistro maggiore del 2,4 per cento e una capacità di deformazione inferiore del 2,7-2,9 per cento. Questi dati indicano una ridotta flessibilità del tessuto cardiaco, un aspetto che potrebbe predisporre a condizioni come scompenso o infarto.

Un rischio ambientale controllabile

L’inquinamento luminoso è uno dei pochi rischi ambientali che le città e i paesi possono gestire direttamente, con costi relativamente contenuti rispetto alle spese mediche necessarie per mitigare i danni alla salute. La luce non serve solo a vedere, ma è il principale segnale con cui l’orologio biologico si sincronizza con il ciclo del giorno. Questo sistema regola non solo il sonno, ma anche la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca e molti processi ormonali.

La ricerca ha anche sottolineato che l’inquinamento luminoso non è solo un problema per gli astronomi, ma ha conseguenze dirette sulla salute umana. L’abbattimento di questa forma di inquinamento potrebbe contribuire a vivere in salute per un periodo più lungo. Inoltre, la luce notturna potrebbe influenzare la produzione di melatonina, un ormone essenziale per il sonno, e alterare i processi metabolici del cuore.

Le soluzioni possibili

Per ridurre l’impatto della luce notturna, i medici, in particolare quelli che seguono pazienti con patologie cardiache, dovrebbero informarsi sull’ambiente in cui i pazienti dormono. Fattori come la buiosità della camera, la presenza di lampioni esterni e l’uso di dispositivi con schermo dopo il tramonto possono influenzare la salute del cuore. Le soluzioni sono semplici e economiche: installare tende oscuranti, chiedere la schermatura dei lampioni, utilizzare luci da comodino con tonalità calde e coprire i piccoli led di dispositivi elettronici. Dal punto di vista della sanità pubblica, però, le implicazioni sono più vaste. L’inquinamento luminoso è un rischio ambientale che può essere controllato, e ridurre la luce notturna potrebbe proteggere non solo il cielo, ma anche il ritmo con cui batte il cuore.