Microplastiche e ftalati in baby food: 8 su 10 prodotti controllati e contaminanti in tutte le puree
Nuovi test di Consumer Reports rilevano microplastiche in tutte le puree e ftalati in 8 su 10 alimenti per bambini negli Stati Uniti.
Un test condotto da Consumer Reports ha analizzato 48 alimenti per neonati e bambini piccoli acquistati negli Stati Uniti, rilevando la presenza di microplastiche in tutte le puree e ftalati in 8 su 10 prodotti. I metalli pesanti, come piombo, cadmio e arsenico, sono stati trovati in una percentuale elevata, ma in quantità generalmente inferiori alle soglie di attenzione stabilite dagli esperti. La ricerca ha anche evidenziato un aumento del rischio di esposizione a sostanze potenzialmente dannose negli snack per bambini, come gallette di riso e barrette.
Contaminanti in aumento: ftalati e microplastiche
Il test ha rilevato ftalati in 81% dei prodotti analizzati, con alcuni di essi contenenti livelli superiori a quelli associati a effetti negativi sulla salute. Tra i ftalati più comuni, si sono registrati DBP, DiBP, DMP e DEHP, sostanze che possono interferire con il sistema endocrino. Inoltre, le microplastiche sono state trovate in tutte le puree esaminate, con concentrazioni variabili a seconda del tipo di confezionamento. Le particelle sono state identificate in prodotti in busta, vaschette di plastica e anche in vasetti di vetro, con un numero maggiore di particelle in quelli confezionati in plastica.
Le quantità maggiori sono state rilevate in tre prodotti specifici, tra cui un cereale di riso e una purea di carote.
Metalli pesanti in calo, ma rischi persistenti
Sebbene i livelli di metalli pesanti siano in calo rispetto a precedenti indagini, la presenza di piombo, cadmio e arsenico rimane preoccupante. In 30 alimenti sono stati rilevati contemporaneamente arsenico inorganico, piombo e cadmio, con concentrazioni in alcuni casi superiori alle soglie di attenzione. Due prodotti, tra cui un cereale di riso, hanno superato i limiti stabiliti da Consumer Reports per l’arsenico inorganico. La presenza di questi metalli potrebbe essere legata alla composizione degli alimenti, come cereali che assorbono metalli dal suolo e dall’acqua di coltivazione.
La presenza di metalli pesanti non implica necessariamente un rischio per la salute, ma richiede attenzione.
Nonostante i livelli di metalli pesanti siano generalmente inferiori alle soglie di attenzione, gli esperti hanno avvertito del rischio dell’effetto cocktail, in cui la combinazione di diversi metalli potrebbe produrre effetti più significativi rispetto a quelli di una singola sostanza. La ricerca ha anche evidenziato una maggiore concentrazione di metalli negli snack per bambini, come gallette di riso e barrette, rispetto alle puree.
Per ridurre l’esposizione ai contaminanti, gli esperti hanno suggerito alcune misure: alternare cereali diversi, variare frutta, verdura e fonti proteiche, evitare di proporre quotidianamente gli stessi ortaggi a radice, controllare gli ingredienti delle puree e degli snack, preferire confezioni non in plastica e ridurre l’uso di utensili e contenitori di plastica a casa. Inoltre, è consigliabile proporre alimenti ricchi di ferro, come legumi, carne e pesce, per limitare l’assorbimento del piombo. Nonostante i risultati siano preoccupanti, Consumer Reports ha sottolineato che la presenza di contaminanti non implica necessariamente un rischio per la salute, soprattutto quando non vengono superate soglie sanitarie riconosciute. La strategia più efficace per ridurre l’esposizione rimane la varietà alimentare, evitando la monotonia e riducendo l’assunzione di alimenti ricchi di metalli pesanti.
