Turandot di Puccini al Teatro Sociale di Como per la prima del 24 settembre

Il Teatro Sociale di Como presenta la Turandot di Puccini per la prima del 24 settembre con eventi e iniziative dedicate ai giovani.

Il Teatro Sociale di Como presenta la Turandot di Giacomo Puccini per la prima serata d’inaugurazione della Stagione 2026-27, in programma il 24 settembre alle ore 20.00. L’opera, scelta come apertura della stagione, sarà in scena al Teatro Sociale per due recite, il 24 e il 26 settembre, con la replica sabato 26. La scelta di Turandot, uno dei capolavori più conosciuti del repertorio pucciniano, si sposa con l’obiettivo di coinvolgere il pubblico giovanile, come sempre in linea con le iniziative del Teatro Sociale.

Un allestimento creato da un team under35

Il nuovo allestimento è stato curato da Nadir Dal Grande, vincitore del bando per la selezione di un progetto di regia indetto da OperaLombardia. Dal Grande, affiancato dalla lighting designer Jenny Cappelloni, ha sviluppato una versione della Turandot che si basa sull’incompiutezza dell’opera, elemento centrale della vicenda artistica di Puccini. L’allestimento lascia aperto il finale, senza risolvere definitivamente i conflitti tra i personaggi, trasformando ciò che manca nella partitura in uno spazio di riflessione e di domanda per lo spettatore.

Il cast è composto da interpreti di alto livello, tra cui Songha Lee nei panni di Liù, Gerardo Dell’Affetto come Altoum e Baopeng Wang come Timur. Altri membri del cast includono Paolo Ingrasciotta come Ping, Giulio Putrino come Pang, Giacomo Leone come Pong e Francesco La Gattuta come Un Mandarino. La regia è affidata a Nadir Dal Grande, mentre la direzione dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali è a cura del M° Alessandro D’Agostini, già noto per aver diretto Rigoletto di Verdi.

Un evento che coinvolge la comunità

Il Teatro Sociale di Como aderisce al progetto YOUTH CLUB, promosso da Fondazione Cariplo, per favorire l’avvicinamento delle giovani generazioni alle arti dello spettacolo. L’evento è parte della Stagione 2026-27, che si svolgerà in occasione del bicentenario della scomparsa di Alessandro Volta. L’opera è coprodotta da Teatri di OperaLombardia, Teatro del Giglio Giacomo Puccini di Lucca e Fondazione Teatro Carlo Coccia di Novara. L’allestimento è inoltre in occasione del centenario della prima rappresentazione dell’opera, avvenuta al Teatro alla Scala di Milano nel 1926. La stagione si apre con la PrimaGiovani Under30, in programma il 22 settembre, che permette ai giovani dai 18 ai 30 anni di assistere a un’anteprima dell’opera. La partecipazione è agevolata grazie alla CARTA GIOVANI, acquistabile per €10, che permette di godere di un prezzo STRAcciato. L’evento si conclude con un after-party organizzato in collaborazione con realtà giovanili del territorio, che include laboratori, musica live, dj set e un angolo food&beverage.

Prima degli spettacoli inclusi nell’abbonamento, si terranno delle attività e laboratori realizzati in collaborazione con le realtà giovanili del territorio con cui il Teatro Sociale collabora. L’after-party è stato organizzato in collaborazione con alcune realtà giovanili che fanno parte della Rete del Teatro Sociale, in particolare: ArciGay Como, ARCI Trebisonda, Bagaera, Bagaii, Cai Giovani Cantù, Coast To Coast, Consulta degli Studenti del Conservatorio di Como, Leggère BookClub Como, Origami, Scüsciagat’ e Teatro dei Sussurri. Il progetto YOUTH CLUB, in cui il Teatro Sociale di Como aderisce, mira a creare un ponte tra le giovani generazioni e il mondo delle arti. L’evento è parte di un’ampia serie di iniziative che vedono il Teatro Sociale collaborare con istituzioni locali e regionali, come la Società dei Palchettisti, il Comune di Como, la Regione Lombardia, il Ministero della Cultura e la Fondazione Cariplo.

La Turandot di Puccini, pur essendo un’opera incompleta, è diventata uno dei titoli più celebri del repertorio pucciniano, grazie alla potenza delle grandi scene corali e alle celebri arie che ancora oggi ne fanno uno dei capolavori più conosciuti dell’opera lirica. La scelta di lasciare aperto il finale è una risposta diretta all’incompiutezza dell’opera. L’allestimento, con un team creativo under35, rappresenta un’innovazione nel modo di interpretare un’opera classica, coinvolgendo il pubblico in un’esperienza interattiva e riflessiva.