La Procura di Venezia chiede l’aggiunta di aggravanti per il femminicidio di Giulia Cecchettin
La Procura di Venezia chiede l’aggiunta di aggravanti per il femminicidio di Giulia Cecchettin

La Procura di Venezia ha deciso di presentare un appello contro la sentenza di primo grado che ha condannato all’ergastolo Filippo Turetta per il femminicidio di Giulia Cecchettin. L’uomo, ventitreenne padovano, è stato arrestato in Germania e si trova in carcere a Verona. La sentenza, arrivata il 3 dicembre 2024, ha riconosciuto solo una delle tre aggravanti chieste dal pubblico ministero: la premeditazione. La Procura chiede invece l’inserimento delle aggravanti di stalking e crudeltà, ritenendo che siano state escluse ingiustamente.
Le dinamiche di controllo e violenza
Secondo la Procura, il numero elevato di coltellate e l’aggressione durata 20 minuti hanno prolungato l’agonia di Giulia. Inoltre, i messaggi inviati alla ragazza, le minacce di farsi del male e l’atteggiamento di controllo hanno costituito segnali chiari di stalking. Tra i messaggi più significativi, ce n’è uno che recita: «Smettila di pensare alla tua inutile carriera. La tua vita la vivi a pari passo con me». Altri messaggi, come «Maledetta che sei, mi devi tenere traccia della tua giornata. Non ti lascerò un secondo di pace», hanno suscitato polemiche e preoccupazioni. La Corte d’Assise ha ritenuto che la ragazza non avesse mostrato timore nei confronti di Turetta, motivo per cui l’aggravante è stata esclusa.
La difesa ha tempo per rispondere
La difesa ha tempo fino al 27 maggio per presentare a sua volta una richiesta di appello. L’aggiunta delle aggravanti di stalking e crudeltà potrebbe influire sul grado di responsabilità e sul tipo di pena. La famiglia di Giulia Cecchettin aveva espresso forte appoggio alla decisione della Procura, considerandola fondata e necessaria per giustiziare l’abuso e la violenza subiti dalla vittima. L’avvocato Stefano Tigani, difensore di Gino Cecchettin, ha commentato che l’impugnazione conferma la validità delle richieste del collegio difensivo.
La Procura ritiene che le aggravanti siano state escluse ingiustamente
Filippo Turetta ha confessato di aver ucciso e occultato il corpo dell’ex fidanzata, il cui corpo è stato ritrovato una settimana dopo nella zona del lago di Barcis. L’omicidio, avvenuto il 11 novembre 2023, ha suscitato un forte dibattito pubblico e ha cambiato la percezione sociale riguardo ai casi di violenza e abusi. La sentenza di ergastolo definitivo per Turetta è stata vista come un passo importante per la giustizia, ma la Procura ritiene che non sia sufficiente per rappresentare l’intero quadro del crimine.
La famiglia ha espresso soddisfazione per l’azione della Procura
La Procura di Venezia ha espresso la sua posizione in modo chiaro e definito, ritenendo che le aggravanti di stalking e crudeltà siano state escluse ingiustamente. L’appello potrebbe portare a un riesame della sentenza e a una maggiore considerazione delle dinamiche di controllo e violenza che hanno portato all’omicidio. La famiglia di Giulia Cecchettin, attraverso il suo avvocato, ha espresso soddisfazione per l’azione della Procura, ritenendola un ulteriore passo verso la giustizia.
