Eduard Fernández: “Sono un padre con difetti, ma con l’amore per la mia figlia”
Eduard Fernández parla del suo ruolo di padre e della sua interpretazione in “El mal padre” al Festival di San Sebastián.
Eduard Fernández, attore spagnolo, ha parlato del suo ruolo di padre e della sua interpretazione in “El mal padre”, una pellicola che lo vede tornare al Festival di San Sebastián in concorso nella Sezione Ufficiale. L’attore ha rivelato di aver avuto dei difetti come padre, come la sua assenza quando lavorava, ma ha anche sottolineato l’amore che prova per la sua figlia. La pellicola, scritta da Roberto Bueso e Óscar Díaz, esplora la complessità del rapporto padre-figlio e la figura del padre come simbolo di aspettative e limiti. Fernández ha spiegato come interpretare un padre “malvagio” senza renderlo un villano, e ha sottolineato l’importanza di non giustificare il personaggio, ma di mostrare le sue fragilità.
Un padre con difetti, ma con cuore
“He tenido mis defectos como padre. Mi hija me contó más adelante que sufría mis ausencias cuando yo trabajaba fuera”, ha detto Fernández, rivelando una parte intima della sua vita. L’attore ha anche confessato di aver pianto in molti spettacoli, lontano dalla sua figlia, che per lui è la cosa più bella della sua vita. Queste confessioni, però, non sono solo un riflesso personale, ma anche una chiave per comprendere il personaggio che interpreta in “El mal padre”. “Yo también, he llorado en muchos bolos por ahí, en el hotel, por no estar al lado de mi hija”, ha aggiunto, sottolineando come la sua assenza abbia avuto un impatto profondo sulla sua vita personale. La pellicola, quindi, non solo parla del padre, ma anche di una generazione che ha avuto difficoltà a confrontarsi con le proprie fragilità e a chiedere aiuto.
La figura del padre come simbolo
La pellicola, che vede Fernández interpretare Santiago Balmes, un celebre scrittore e accademico, esplora il concetto di padre come figura simbolica. “Es bueno matar al padre de una manera figurada, es bueno para que el hijo pueda ser él y crecer”, ha spiegato l’attore, sottolineando come il padre non debba essere visto come un antagonista, ma come un simbolo di limiti e di aspettative non soddisfatte. La pellicola, inoltre, affronta il tema della masculinità e della figura del padre come modello di successo, spesso a scapito della vita privata.
“Esa generazione tenía unas premisas de ser padre que eran llevar dinero a casa”, ha detto Fernández, riferendosi a una generazione che ha visto il padre come un simbolo di successo, senza considerare la vita intima. Questo concetto, però, ha portato a una forma di mascolinità che ha ignorato le fragilità e le emozioni. “Lo único que importaba era lo que ocurría de casa para fuera, la vida íntima no contaba”, ha aggiunto, sottolineando come questa visione abbia avuto un impatto profondo sulla società.
“Un psicólogo le diría: ‘Vamos a ahondar en eso. ¿Por qué esa necesidad?’”, ha concluso Fernández, riferendosi a una parte del personaggio che riflette anche la sua stessa esperienza. La pellicola, quindi, non solo parla del padre, ma anche di una generazione che ha avuto difficoltà a confrontarsi con le proprie fragilità e a chiedere aiuto. “Venir con esta película, que empezó muy tranquila, muy abajo, que la hemos llevado con mucho respeto y mucha honestidad, y llegar al Festival de San Sebastián, a Sección Oficial a concurso, es muy bonito”, ha detto Fernández, sottolineando l’importanza del lavoro svolto e la soddisfazione per la sua accoglienza. La pellicola, che sarà in sala il 20 novembre, rappresenta un momento importante nella sua carriera e un’occasione per riflettere su temi universali come la famiglia, la mascolinità e l’amore.
“Es bueno matar al padre de una manera figurada, es bueno para que el hijo pueda ser él y crecer”, ha ripetuto Fernández, sottolineando come il padre non debba essere visto come un antagonista, ma come un simbolo di limiti e di aspettative non soddisfatte. La pellicola, quindi, non solo parla del padre, ma anche di una generazione che ha avuto difficoltà a confrontarsi con le proprie fragilità e a chiedere aiuto.
