Liliana Cavani e il cinema di San Francesco

Liliana Cavani parla del suo rapporto con San Francesco e delle sue opere cinematografiche.

Un’esperienza profonda con San Francesco

Liliana Cavani, regista italiana e vincitrice del premio alla carriera del Lucca Film Festival, ha sempre avuto un rapporto speciale con la figura di San Francesco d’Assisi. Nata da una famiglia atea, la Cavani ha trovato in San Francesco un modello di umiltà e profondità spirituale. Il suo primo film dedicato al santo, *Francesco d’Assisi* (1966), fu un’esperienza che la portò a riflettere sulle radici del cristianesimo e sulle sue implicazioni sociali.

Francesco non è un povero nato, ma un uomo che ha scelto di diventarlo. Questo concetto, espresso da Cavani, ha guidato la sua visione del santo, non solo come figura religiosa ma come uomo che ha scelto di vivere in modo semplice e coerente con i suoi ideali.

Un cinema che si confronta con la violenza

Nel film *Francesco d’Assisi*, Cavani ha voluto mostrare un’altra faccia del santo, non solo come figura religiosa ma come uomo che si confronta con la guerra e la violenza. Il film, girato in sei settimane, fu accolto con entusiasmo dai critici e fu presentato a Venezia fuori concorso. Tuttavia, la destra italiana reagì con forza, accusando il film di essere “criptocomunista” e di non rispettare l’immagine del Santo Patrono d’Italia.

La violenza è massima, la macelleria totale. Questa frase, ripresa da Cavani, sintetizza la sua visione del mondo e della guerra, che ha ispirato anche il suo secondo film dedicato al santo, *Francesco* (1989), interpretato da Mickey Rourke.

Nella sua visione, San Francesco non si limita a pregare, ma si impegna attivamente per la giustizia e la dignità umana. “Francesco aiuta tutto il tema sociale, si connette con i miglioramenti, le conquiste sociali, le capacità di pace”, ha detto la regista.

La figura di San Francesco è rimasta impressa nella mente di Cavani, tanto da ispirare anche il suo secondo film dedicato al santo, *Francesco* (1989), interpretato da Mickey Rourke. In questo lavoro, la regista ha voluto approfondire la vita reale del santo, mostrando come la guerra e la violenza lo abbiano trasformato in un uomo profondamente umano.

La Cavani ha anche parlato del suo terzo lavoro su San Francesco, una miniserie del 2014 che ha incluso i fratelli del poverello, come Leone, Ruffino e Angelo. Questi personaggi, spesso dimenticati, rappresentano un’altra dimensione della vita del santo, quella più umana e sociale. “Francesco è intelligente, e come lui prima Lucrezio”, ha detto, sottolineando l’importanza della sua visione scientifica e spirituale.

Oggi, con l’evoluzione della tecnologia e la crescita della violenza, Cavani ritiene che il messaggio di San Francesco sia più che mai attuale. “Se noi prepariamo solo delle armi e sempre più micidiali, è come andare all’indietro”, ha affermato, ricordando come il santo avesse una profonda conoscenza del creato e della sua difesa. Liliana Cavani, attraverso il cinema, ha reso visibile una figura che va oltre la religione, diventando un simbolo di pace, umiltà e impegno sociale. Il suo lavoro su San Francesco rimane un esempio di come il cinema possa contribuire a una riflessione profonda e universale.