Monitoraggio con tecnologie ottiche: come i cavi sottomarini possono rilevare attività di sabotaggio

Nuove tecnologie per il monitoraggio dei cavi sottomarini, utilizzate per rilevare attività di sabotaggio e minacce alla sicurezza.

La tecnologia dei cavi sottomarini, normalmente utilizzata per la trasmissione di dati, sta diventando un strumento di monitoraggio per rilevare attività di sabotaggio e minacce alla sicurezza. In un contesto di crescente preoccupazione per la sicurezza nazionale, i cavi ottici, attraverso un sistema chiamato Distributed Acoustic Sensing (DAS), possono rilevare vibrazioni e movimenti nell’ambiente circostante, inclusi possibili attacchi da parte di droni sottomarini o altre minacce. Questo approccio, che combina ricerca scientifica e utilizzo militare, sta suscitando interesse e preoccupazione, non solo per le sue potenzialità, ma anche per i rischi di conflitto tra interessi scientifici e militari.

Monitoraggio sottomarino e tecnologie dual-use

Il sistema DAS, basato sulla capacità dei cavi ottici di rilevare variazioni nella propagazione della luce causate da vibrazioni, temperature o pressioni, permette di monitorare l’ambiente circostante. Questa tecnologia, detta dual-use, può essere utilizzata sia per scopi scientifici che militari. Secondo Rene Belso, esperto del progetto Submerse, la dual-use è un aspetto chiave: “L’idea è che questa tecnologia possa servire a scopi civili e militari contemporaneamente”. Tuttavia, questa dualità solleva questioni di sicurezza e di accesso ai dati, che potrebbero generare conflitti tra scienziati e autorità militari.

Alcuni esperti, come Jürgen Scraback, sottolineano che la tecnologia DAS è già utilizzata per scopi militari, anche se non è ancora in grado di rilevare attività di sabotaggio in profondità. La sua capacità di monitorare movimenti in acque costiere, ad esempio, è già riconosciuta come utile per prevenire minacce come il taglio di cavi o la presenza di navi sospette. Tuttavia, il potenziale di questa tecnologia per il monitoraggio di aree più profonde e remote rimane ancora in fase di esplorazione.

Limitazioni e sfide della tecnologia SMART

Sebbene i cavi SMART, che integrano sensori per misurare pressione, temperatura e movimento, offrano una maggiore precisione rispetto al DAS, presentano un limite: non possono essere installati su cavi esistenti. Questo significa che la tecnologia può essere utilizzata solo in aree dove i cavi vengono reinstallati. Charlotte Krawczyk, direttrice dell’area di geofisica del GFZ, spiega: “Non possiamo modificare l’infrastruttura esistente, quindi dobbiamo aspettare che i fornitori di cavi pianifichino l’aggiornamento”. Questo approccio richiede una collaborazione tra ricerca e industria, ma non è privo di sfide.

Un altro aspetto critico riguarda la gestione dei dati. I sistemi di monitoraggio generano enormi quantità di informazioni, molte delle quali sono rumore. Per estrarre segnali utili, è necessario utilizzare l’intelligenza artificiale, ma il training di tali modelli richiede risorse significative. Inoltre, i dati raccolti potrebbero essere utilizzati per scopi non previsti, come la localizzazione di navi o sottomarini, creando potenziali conflitti di interesse. La dual-use di questa tecnologia solleva preoccupazioni. Secondo Jonas Franken, esperto del TU Darmstadt, i cavi SMART non saranno probabilmente un elemento chiave della difesa, a causa della loro impossibilità di essere installati su cavi esistenti. Tuttavia, il monitoraggio dei movimenti in acque costiere, utilizzato per prevenire minacce come il taglio di cavi o la presenza di navi sospette, rimane un aspetto chiaro e rilevante, soprattutto in un contesto di minacce ibride.

La tecnologia dei cavi sottomarini, sebbene promettente, richiede un equilibrio tra ricerca, sicurezza e collaborazione. La sua applicazione in contesti di alta sensibilità, come la difesa nazionale, richiede una gestione attenta dei dati e una chiara definizione dei confini tra uso civile e militare. La strada verso una completa implementazione e utilizzo responsabile di questa tecnologia è ancora lunga, ma il potenziale per il monitoraggio e la protezione delle infrastrutture sottomarine è evidente.