Italia in cerca di conferma: battere la Turchia a Bologna per non tornare indietro
L’Italia cerca di consolidare la sua posizione dopo l’1-1 contro la Francia, con un match contro la Turchia a Bologna.
L’Italia, dopo l’1-1 in casa contro la Francia, si appresta a un altro test importante: il match contro la Turchia a Bologna. La squadra, guidata da Mancini, cerca di consolidare la sua posizione dopo un risultato che ha restituito parte della sua credibilità internazionale. La difesa, in particolare, ha dimostrato di essere all’altezza della sua tradizione, nonostante l’attacco avversario sia considerato uno dei più forti al mondo. La partita di Bologna rappresenta un’occasione per non tornare indietro dopo i passi fatti in questa Nations League.
Una difesa all’altezza della tradizione
Per la prima volta da allora, e per di più di fronte all’attacco più forte del mondo anche senza Mbappé, la difesa italiana è stata all’altezza della propria tradizione. Non solo grazie alle formidabili parate di Donnarumma, ma anche grazie a una difesa organizzata e concentrata. La squadra ha dimostrato di saper resistere alle pressioni e di non aver paura di osare passaggi rischiosi e uscite veloci, accompagnati da un pressing che può diventare un boomerang se non eseguito sincronicamente.
Il ct Mancini ha presentato una versione della squadra in ricostruzione già così spigliata e consapevole del proprio recuperato valore internazionale. Nonostante le critiche e le pressioni, la squadra ha dimostrato di saper giocare con compattezza e di non temere le sfide. La partita di Bologna rappresenta un’occasione per consolidare questa identità e per proseguire sulla strada tracciata dopo l’1-1 contro la Francia.
La squadra dovrà modificare la sua formazione, considerando che quattro partite in 11 giorni non sono uno scherzo, soprattutto in questa fase d’avvio della stagione. Mancini, confermando in Francia 9 degli 11 schierati a Bursa, ha dato la sensazione di avere più o meno individuato la squadra prediletta, anche a costo di esclusioni eccellenti. Barella, Di Lorenzo e Gianluca Mancini sono fuori, mentre la difesa potrebbe contare su Kayode, Scalvini e Bastoni, con Calafiori e Frattesi-Tonali-Fagioli al centrocampo.
Un’identità riconquistata
Il pressing vincente di Bastoni a Parigi ha dimostrato che i vantaggi possono superare gli svantaggi. Ma a Saint-Denis è successa soprattutto una cosa molto importante e relativamente nuova, dopo la cavalcata dell’Europeo di cinque anni fa. La difesa italiana, per batterla, è stata necessaria l’invenzione di un campione, il geniale calcio di punizione di Olise. Per questo, chiunque scenda in campo, contro la Turchia la difesa della Nazionale dovrà essere capace di ripetersi.
Una cosa, al di là dei fisiologici cambiamenti di uomini, è però certa. Il ct chiede che si consolidino l’atteggiamento della squadra e la tattica, fondata sul coraggio e sulla concentrazione. La partita di Bologna rappresenta un tassello importante nella lunga rincorsa al Mondiale 2030. L’obiettivo minimo in questa Nations League è già quasi raggiunto: il terzo posto nel difficile girone A e la testa di serie nelle qualificazioni a Euro2028. Il presupposto di partenza era che si sarebbero dovute dosare le energie dei giocatori e che la pianificazione del turnover, tutto sommato programmabile nei primi tre appuntamenti e semmai modificabile anche in base ai risultati, sarebbe stata più estemporanea per la quarta e ultima partita, per l’incognita sulle condizioni atletiche dei singoli e per le pressioni più o meno legittime dei club, in vista dell’imminente ripresa dei campionati.
