Delitto di Garlasco: il ricordo di Chiara e gli ultimi interrogativi dell’inchiesta

Un nuovo svolta nell’inchiesta su Chiara Poggi, uccisa nel 2007. L’assenza di un’ordinanza relativa ai tappi delle bottiglie svela nuovi interrogativi.

Delitto di Garlasco: il ricordo di Chiara e gli ultimi interrogativi dell’inchiesta
Delitto di Garlasco: il ricordo di Chiara e gli ultimi interrogativi dell’inchiesta

Diciannove anni dopo la morte di Chiara Poggi, l’inchiesta sul delitto di Garlasco si muove verso nuovi sviluppi. La mancanza di un’ordinanza relativa ai tappi delle bottiglie, emessa a ridosso di un evento estivo, ha alimentato nuovi interrogativi. L’assenza di un provvedimento che potesse spiegare l’acquisto di una bottiglietta d’acqua senza tappo da parte di Andrea Sempio, unico sospettato in un’indagine che ha visto la condanna definitiva di Alberto Stasi, ha alimentato nuove perplessità. La comunità, in vista dell’anniversario, ha chiesto di mantenere un tono più rispettoso e costruttivo.

La verità su un’ordinanza mai esistita

La Procura di Pavia, che ha aperto una nuova indagine nel 2025, ha richiesto ulteriori accertamenti tecnici, tra cui l’analisi di impronte e dati genetici, per chiarire i rapporti tra Sempio e la scena del crimine. L’ipotesi che l’acquisto di una bottiglia d’acqua senza tappo potesse essere legato a un’ordinanza emessa a ridosso di un evento estivo è stata smentita da una verifica effettuata da Zona Bianca, trasmissione condotta da Giuseppe Brindisi. L’ordinanza in questione, che menzionava i tappi tolti alle bottiglie, risale al 2019 e è stata emessa a ridosso di un evento organizzato presso il Castello di Vigevano. Non esiste invece un provvedimento del 2007 relativo a una simile misura, come confermato dalla Prefettura di Pavia.

La mancanza di un’ordinanza del 2007 ha alimentato nuovi dibattiti. Molti hanno chiesto di mantenere un tono più rispettoso e costruttivo, evitando attacchi reciproci e polemiche. “Crediamo che tutti i ‘contendenti’ dovrebbero essere animati dal solo desiderio di accertare la verità, l’unica verità, senza perseguire interessi di altro genere”, ha sottolineato un gruppo di cittadini. L’obiettivo comune, come hanno sottolineato alcuni, è ricordare Chiara e trovare finalmente l’identità del suo assassino.

Un’inchiesta in movimento

La Procura di Pavia, che ha chiuso le indagini lo scorso maggio, ha disposto ulteriori accertamenti tecnici, tra cui l’analisi delle impronte e del Dna. L’anatomopatologa Cristina Cattaneo è stata incaricata di valutare la compatibilità tra la struttura del piede di Sempio e le impronte insanguinate rinvenute sulla scena del crimine. L’esperta dovrà tener conto delle trasformazioni fisiche inevitabilmente verificatesi in diciannove anni. L’analisi potrebbe rivelare nuovi elementi per chiarire la situazione.

La difesa di Sempio ha respinto fermamente la ricostruzione degli inquirenti. L’ipotesi di una correlazione tra l’impronta di calzatura e la traccia palmare trovata sulla parete delle scale è stata respinta. L’impronta a pallini, rinvenuta su uno dei gradini della scala di casa Poggi, è stata confrontata con la suola di una calzatura marca Frau, taglia 42. La Procura ha ritenuto che la corrispondenza fosse sussistente, ma non ha potuto provare il possesso della scarpa da parte di Stasi, il fidanzato di Chiara.

La situazione resta in sospeso, con l’attesa di nuovi sviluppi. L’inchiesta, che ha visto la condanna di Stasi e l’indagine su Sempio, continua a suscitare dibattiti e domande. La verità, come hanno sottolineato molti, è l’unica cosa che può dare pace a una famiglia che ha perso una figlia e a una comunità che non ha mai dimenticato il dramma. La ricerca della verità, però, richiede pazienza, rispetto e determinazione.