Caos tesseramento, Malagò ipotesi commissario. Lega Serie A: “Inopportuno mettere la Figc in amministrazione straordinaria”

Caos tesseramento e ipotesi commissariamento della Figc. Malagò potrebbe diventare commissario di sé stesso.

La Lega Serie A ha espresso netta opposizione all’ipotesi di mettere la Figc in amministrazione straordinaria, definendola “del tutto inopportuna” e rischiosa per il calcio italiano in una fase delicatissima. La questione, che ha scosso il mondo del calcio, riguarda il mancato tesseramento di Giovanni Malagò, presidente della Figc, come requisito per candidarsi alla carica. La Lega ha ribadito il sostegno al presidente Figc e ha sottolineato l’importanza dell’autonomia del calcio italiano, in linea con la posizione dell’UEFA. La Lega Serie A si oppone al commissariamento della Figc. I club di massima serie hanno ribadito il loro sostegno al presidente Figc, sottolineando che l’eventuale commissariamento potrebbe condurre al caos. La Lega ha espresso preoccupazione per l’impatto negativo su una fase delicata del calcio italiano. L’UEFA ha espresso una posizione chiara, che la Lega ha sostenuto.

Malagò, ultima ipotesi per evitare il commissariamento

La situazione, ormai nota da mesi, si complica ulteriormente con l’ultima ipotesi: Malagò potrebbe diventare commissario di sé stesso. L’idea, nata come ultima soluzione in ordine cronologico, nasce da una serie di discussioni tra il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, e Malagò, che si incontreranno domani prima della riunione della Giunta del Coni. L’obiettivo è trovare una via d’uscita che eviti il commissariamento, pur tenendo conto delle posizioni divergenti tra i diversi gruppi di esperti.

La decisione dipende da una discrezionalità purissima. I rappresentanti dello sport italiano dovranno valutare personalmente la situazione, senza un criterio univoco. La Lega Serie A ha sottolineato come il tesseramento non sia un requisito essenziale per la candidatura, e che la sua mancanza non giustifichi automaticamente il commissariamento. La questione è in fase di dibattito tra esperti, tra cui il costituzionalista Sabino Cassese e il figlio del capo dello Stato, Bernardo Giorgio Mattarella.

Il voto e i rischi legali

La Giunta del Coni si riunirà domani alle 13 per votare la proposta di commissariamento, con un’ora successiva dedicata al Consiglio nazionale. Per il voto a ranghi completi, serviranno 8 sì. La decisione potrebbe essere bocciata in consiglio, ma è più probabile che venga ratificata. Intanto, i partecipanti al voto, tra cui Diana Bianchedi e Elisabet Spina, potrebbero essere impugnati per conflitti di interesse, nonostante siano ammessi al voto.

Malagò, pur essendo membro del Consiglio nazionale, potrebbe astenersi per evitare ricorsi. Il suo sostegno si estende a tre fedelissimi: Marco Di Paola, Laura Lunetta e Federica Pellegrini, che però rischiano il commissariamento per scandali nelle loro Federazioni. La situazione, comunque, non si risolverà domani, ma continuerà a dibattersi tra le istituzioni e i rappresentanti del calcio italiano. La decisione potrebbe influenzare il futuro del calcio italiano. La mancanza di un tesseramento per Malagò ha scatenato una serie di dibattiti e ricorsi, con conseguenze potenzialmente gravi. La Lega Serie A ha espresso preoccupazione per l’impatto su una fase delicata del calcio italiano. La decisione della Giunta del Coni potrebbe segnare un punto di svolta per il settore.