Nuovo rifiuto per i legali di Bossetti: Corte d’Assise respinge richiesta di nuove analisi sui reperti

Corte d’Assise di Bergamo respinge richiesta di nuove analisi sui reperti per il caso Yara Gambirasio.

Nuovo rifiuto per i legali di Bossetti: Corte d’Assise respinge richiesta di nuove analisi sui reperti
Nuovo rifiuto per i legali di Bossetti: Corte d’Assise respinge richiesta di nuove…

La Corte d’Assise di Bergamo ha respinto la richiesta presentata dai legali di Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo in via definitiva per l’omicidio di Yara Gambirasio, di svolgere nuove analisi sui reperti del caso. L’istanza, avanzata dopo sette anni di richieste di accesso alle analisi effettuate prima del processo, è stata discussa in aula e dopo poche ore i giudici hanno deciso di non accoglierla, sciolgendo la riserva che avevano preso inizialmente. La difesa aveva sollecitato una nuova perizia e la ripetizione degli accertamenti sui campioni e sui reperti dell’indagine, evidenziando anomalie che potrebbero influire sulla validità delle prove.

Le anomalie nei dati

I legali di Bossetti avevano sottolineato che, dopo anni di richieste, erano riusciti a ottenere due terabyte di dati, analizzati nel corso dell’ultimo anno. Tra i file, hanno scoperto un’anomalia cronologica: un reperto era stato analizzato alle 9:17, mentre la foto dello stesso reperto era stata catalogata alle 10:59. Un fatto impossibile, considerando che la prova con l’analisi è andata distrutta. Chiedevano quindi di chiarire da dove provenisse quel DNA, la prova più importante del processo che ha portato a identificare Bossetti come il famoso “Ignoto 1”.

La difesa aveva sollevato dubbi sulla validità delle prove già esaminate. La richiesta alla Corte d’Assise era di riesaminare reperti che presentavano delle anomalie. Secondo i legali, l’analisi di un reperto non poteva essere effettuata prima della foto, poiché la prova era andata distrutta. Questo ha sollevato ulteriori dubbi sulla correttezza delle analisi effettuate in precedenza.

Le parole di Bossetti

Massimo Bossetti, durante un’intervista a Telelombardia, ha raccontato di aver incontrato Alberto Stasi, condannato per la morte di Chiara Poggi, nel carcere di Bollate. Ha espresso osservazioni su come l’Italia non permetta a chi è in carcere di difendersi adeguatamente. “Ricordiamoci sempre che in carcere ci sono alcuni che hanno commesso un illecito, ma sono recluse anche persone innocenti. Ma questo non interessa a nessuno”, avrebbe aggiunto.

La sua dichiarazione ha messo in luce le tensioni tra difesa e sistema giudiziario. Bossetti ha anche commentato la situazione di Stasi, dicendo che “c’è qualcuno che si innamora di una tesi o di un’indagine, giusta o sbagliata che sia”. Queste parole riflettono una profonda insoddisfazione per il sistema giudiziario e la sua capacità di garantire una difesa equa.

La famiglia di Yara Gambirasio, attraverso i legali, ha espresso il desiderio di evitare un “caso Garlasco 2”, riferendosi al processo per l’omicidio di Chiara Poggi. La decisione della Corte d’Assise ha rafforzato le posizioni dei familiari, che hanno ribadito la loro volontà di mantenere la verità e la giustizia nel caso di Yara.

La Corte d’Assise ha confermato la sua decisione, respingendo la richiesta di nuove analisi. I giudici hanno ritenuto che non ci fossero motivi sufficienti per modificare le prove già esaminate. La difesa di Bossetti continuerà a cercare vie legali per chiarire eventuali dubbi, ma per ora la decisione appare definitiva. La famiglia di Yara Gambirasio rimane in attesa di un riscontro che possa portare a una conclusione giusta e giustizia per la vittima.