Bossetti chiede nuove analisi per il caso Yara Gambirasio, i legali cercano un cambio di rotta

Bossetti chiede nuove analisi per il caso Yara Gambirasio, i legali cercano un cambio di rotta

Bossetti chiede nuove analisi per il caso Yara Gambirasio, i legali cercano un cambio di rotta
Bossetti chiede nuove analisi per il caso Yara Gambirasio, i legali cercano un cambio di…

Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha presentato una richiesta di nuove analisi dei reperti del caso, ma il tribunale di Bergamo ha rigettato la domanda. Gli avvocati del muratore, che cercano di scagionarlo, hanno sottolineato che alcune tracce di sangue misto a liquido seminale, codificate come “31G20”, erano state analizzate quando l’imputato non era ancora considerato colpevole. I legali di Bossetti puntano a una revisione della posizione dell’uomo, ma i genitori di Yara hanno espresso preoccupazione per un potenziale “Garlasco 2”, un caso simile a quello di un altro omicidio che aveva visto un’indagine approfondita e un colpevole identificato.

La richiesta di nuove analisi e la decisione del tribunale

La Corte d’Assise del tribunale di Bergamo ha esaminato la richiesta dei legali di Bossetti, ma ha deciso di rigettarla. Fino al 2024, i reperti erano stati solamente visionati senza ulteriori analisi. L’uomo, detenuto in carcere a Bollate, ha cercato di giocare una carta diversa per ridurre la pena e scrollarsi di dosso l’etichetta di colpevole attribuitagli dopo le indagini iniziali. I suoi avvocati, però, non hanno ottenuto il risultato sperato, e la richiesta è stata respinta.

La decisione del tribunale ha messo fine a ogni possibilità di ulteriore analisi dei reperti. I legali di Bossetti dovranno valutare se tentare un’altra strada, ma la probabilità che il caso cambi è bassa. Il tribunale ha ritenuto che le prove esistenti siano sufficienti e che non ci sia motivo per ulteriori analisi. La famiglia di Yara, invece, teme che un’eventuale revisione potrebbe portare a un’ipotesi diversa, ma per ora non ci sono segnali di un cambiamento sostanziale.

Un caso che ha segnato la vita di una ragazza e un uomo condannato

Yara Gambirasio, una ragazza di Brembate di Sopra, fu prelevata la sera del 26 febbraio 2011 dalla palestra dove svolgeva ginnastica. Il suo corpo fu trovato in un canale d’acqua, e il DNA di “Ignoto 1” fu associato a Massimo Bossetti. L’uomo fu condannato all’ergastolo, ma i suoi legali hanno sempre cercato di dimostrare che non è colpevole. La richiesta di nuove analisi è solo l’ultimo tentativo di modificare la sua posizione, ma il tribunale ha ritenuto che non ci siano nuovi elementi da considerare.

La famiglia di Yara ha sempre sostenuto la condanna, ma i genitori temono che un’eventuale revisione potrebbe portare a un’ipotesi diversa. La decisione del tribunale ha messo fine a questa possibilità, almeno per il momento. Il caso di Yara Gambirasio rimane un esempio di come le prove scientifiche possano influenzare il destino di una persona, ma anche di come le richieste di revisione possano non portare a risultati significativi.