Nuovi accertamenti respinti per Bossetti, la famiglia Gambirasio teme un “Garlasco 2”

Nuovi accertamenti richiesti da Bossetti respinti, la famiglia Gambirasio teme una riapertura del caso.

Nuovi accertamenti respinti per Bossetti, la famiglia Gambirasio teme un
Nuovi accertamenti respinti per Bossetti, la famiglia Gambirasio teme un “Garlasco 2”

Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha visto respinta la richiesta di nuovi accertamenti sui reperti dell’indagine. La Corte di Assise di Bergamo ha respinto l’istanza avanzata dai suoi legali, che chiedevano ulteriori analisi su campioni biologici e documentazione tecnica. La famiglia Gambirasio, rappresentata dagli avvocati Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta, ha espresso preoccupazione per il rischio di una “Garlasco 2”, un riferimento al caso di Garlasco, in cui un processo è stato riaperto dopo anni di dibattito e contestazioni. La decisione dei giudici ha suscitato reazioni forti da parte della difesa, che ha sottolineato l’importanza di ulteriori verifiche per chiarire eventuali discrepanze tra le analisi passate e quelle nuove.

La difesa chiede nuovi accertamenti

La richiesta avanzata dagli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini prevedeva una nuova ricognizione dei reperti e dei campioni biologici conservati, nonché l’acquisizione di ulteriore documentazione tecnica e di laboratorio. Tra i punti principali della richiesta c’era l’autorizzazione a svolgere attività tecniche sui reperti e l’acquisizione in formato Excel delle caratterizzazioni genetiche anonimizzate. La difesa ha sottolineato che la recente consegna di fotografie ad alta risoluzione, realizzate dal Ris di Parma, ha reso necessario un ulteriore approfondimento. L’esperto genetista forense Marzio Capra ha analizzato alcune immagini relative a test rapidi effettuati su indumenti indossati da Yara la sera della scomparsa, rilevando la presenza di costituenti del liquido seminale umano, in contrasto con i risultati ufficiali dell’epoca.

La difesa ritiene che ulteriori accertamenti siano necessari per chiarire le discrepanze tra le analisi passate e quelle nuove. La traccia 31G20, costituita da sangue e materiale genetico rinvenuti sugli slip e sui leggings di Yara, è al centro del dibattito. Inizialmente attribuita a “Ignoto 1”, la traccia è stata successivamente ricondotta geneticamente a Bossetti, elemento chiave del processo che portò alla sua condanna definitiva. La difesa, però, contesta da tempo la ricostruzione scientifica alla base dell’identificazione genetica e punta a ulteriori verifiche.

La contestazione della ricostruzione scientifica

La richiesta di nuovi accertamenti si inserisce nel più ampio confronto sulla traccia 31G20, che ha avuto un ruolo cruciale nel processo. La difesa ha sottolineato che i nuovi risultati richiedono nuove indagini, non solo da parte della difesa, ma anche della magistratura. L’avvocato Salvagni ha spiegato che, di fronte a risultati così importanti, è necessario procedere a ulteriori verifiche. La famiglia Gambirasio, però, teme che la richiesta di nuovi accertamenti possa portare a una riapertura del caso, con conseguenze imprevedibili per la sua vita privata e la sua salute mentale.

La famiglia Gambirasio teme una riapertura del caso sul modello di Garlasco. I legali della famiglia hanno espresso preoccupazione per il rischio di un “Garlasco 2”, un riferimento al caso di Garlasco, in cui un processo è stato riaperto dopo anni di dibattito e contestazioni. La Corte d’Assise di Bergamo, chiamata a decidere come giudice dell’esecuzione, si è riservata, mentre in aula era presente anche la pm Letizia Ruggeri, titolare dell’inchiesta che portò alla condanna definitiva di Bossetti.

La difesa ha sottolineato l’importanza di ulteriori accertamenti, sottolineando che ci sono voluti 7 anni per vedere le foto, 8 ricorsi per Cassazione e oltre 400 pagine di atti solo nella fase esecutiva. “Non ci arrendiamo, ci rivolgeremo alla Procura competente”, ha affermato Salvagni. La famiglia Gambirasio, però, teme che la richiesta di nuovi accertamenti possa portare a una riapertura del caso, con conseguenze imprevedibili per la sua vita privata e la sua salute mentale.