Filippo Turetta rinuncia all’appello, ergastolo definitivo per l’omicidio di Giulia Cecchettin

Filippo Turetta rinuncia all’appello, ergastola definitiva per l’omicidio di Giulia Cecchettin.

Filippo Turetta rinuncia all’appello, ergastolo definitivo per l’omicidio di Giulia Cecchettin
Filippo Turetta rinuncia all’appello, ergastolo definitivo per l’omicidio di Giulia…

Il 14 novembre 2026, la sentenza di ergastolo per l’omicidio di Giulia Cecchettin diventerà definitiva dopo che Filippo Turetta, l’imputato, ha rinunciato all’appello e ha accettato la pena. La Procura Generale di Venezia, che inizialmente aveva intenzione di proseguire per ottenere il riconoscimento delle aggravanti della crudeltà e dello stalking, ha deciso di fare un passo indietro, in seguito alla dichiarazione di pentimento del giovane. Filippo Turetta, già condannato al massimo della pena, ha scritto ai giudici alla vigilia del processo d’appello, giurando di voler rinunciare al ricorso e di accettare il verdetto.

Una scelta coerente con la famiglia della vittima

I legali dei familiari della vittima, Nicodemo Gentile, Piero Coluccio e Stefano Tigani, hanno commentato la decisione dell’accusa come “coerente, giusta e pienamente condivisibile”. La rinuncia dell’imputato rende definitiva la sentenza di primo grado e “cristallizza” la sussistenza dell’aggravante della premeditazione, una circostanza prevista dal nostro ordinamento. La famiglia di Giulia Cecchettin, che ha perso la figlia nell’omicidio avvenuto il 11 novembre 2023, ha accolto con soddisfazione la decisione, considerandola un passo verso la chiusura di un dramma che ha scosso l’opinione pubblica.

La decisione della Procura Generale ha reso definitiva una condanna che, per la gravità del reato, è considerata giusta e necessaria.

Le circostanze dell’omicidio

Il 11 novembre 2023, Filippo Turetta ha ucciso Giulia Cecchettin con 75 coltellate, dopo averla convinta ad uscire. Dopo l’omicidio, il giovane ha fuggito in Germania, dove è stato arrestato. Secondo le dichiarazioni del ragazzo, l’omicidio è avvenuto in seguito a una discussione tra lui e la vittima, che aveva rifiutato un regalo e aveva espresso desideri di creare nuove relazioni. Filippo, infuriato, ha preso un coltello e l’ha aggredita, causandole gravi ferite.

La vittima era rivolta verso di lui, protetta con le braccia, e l’ultima coltellata era stata sull’occhio.

La Procura Generale aveva inizialmente chiesto il riconoscimento delle aggravanti della crudeltà e dello stalking, ma la difesa aveva sostenuto che non erano state sufficientemente dimostrate. In primo grado, Filippo Turetta era stato condannato all’ergastolo, ma non gli erano state riconosciute le aggravanti. Se in secondo grado la difesa fosse riuscita a far cadere anche quella della premeditazione e a ottenere le attenuanti generiche, la pena sarebbe sensibilmente calata. Tuttavia, la decisione di rinunciare all’appello ha reso definitiva la sentenza.

La sentenza definitiva di ergastolo per Filippo Turetta rappresenta un momento di chiusura per la famiglia di Giulia Cecchettin, ma anche un segno di giustizia per la società. La decisione di rinunciare all’appello ha reso definitiva una condanna che, per la gravità del reato, è considerata giusta e necessaria. La Procura Generale ha scelto di non proseguire, in seguito alla dichiarazione di pentimento del giovane, che ha accettato la pena senza alcuna attenuante.