Papa Francesco: la Chiesa deve imparare dalle famiglie
Papa Francesco chiede alle Chiese di ascoltare le famiglie per comprendere la fragilità e il ruolo della famiglia nella società.
Il Papa ha aperto un incontro a dieci anni dall’emanazione dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia, sottolineando l’importanza di ascoltare le famiglie, soprattutto quelle in situazioni di fragilità, per comprendere meglio la realtà sociale e spirituale del nostro tempo. L’incontro, in corso al Vaticano fino al 14 ottobre, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle Chiese orientali cattoliche e dei presidenti delle Conferenze episcopali, con l’obiettivo di riflettere su come la Chiesa possa imparare dalle esperienze familiari per migliorare il suo impegno pastorale.
La famiglia come punto di accesso privilegiato
Secondo il Papa, la famiglia ha sempre occupato un posto importante nella preoccupazione pastorale del successore di Pietro e dei vescovi che lo assistono. L’esperienza delle famiglie, soprattutto in situazioni di fragilità, ha qualcosa da insegnare alla Chiesa. “La vita familiare offre un punto di accesso privilegiato alle grandi questioni culturali, economiche, sociali e politiche del nostro tempo”, ha ricordato il Papa, riferendosi al Concilio Vaticano II e alla sua esortazione Gaudium et Spes. Le famiglie, attraverso l’amore, la fedeltà, la cura e il perdono, partecipano alla missione della Chiesa nel tessuto quotidiano della loro vita. “L’interdipendenza di queste questioni è diventata oggi ancora più evidente”, ha sottolineato il Papa, sottolineando come la famiglia rimanga fondamentale per un approccio che coniugi il locale e il globale, guidato dalla ricerca di una fraternità universale in Cristo.
La fragilità come esperienza comune
Il Papa ha riconosciuto che la fragilità appartiene alla nostra comune condizione umana e quindi anche alla vita della Chiesa. L’esperienza delle famiglie, con le sue sfide e le sue opportunità, “ha qualcosa da insegnare a tutti”, ha spiegato. “L’esperienza della fragilità solleva la domanda se siamo in grado di rimanere vicini gli uni agli altri quando la vita non corrisponde più a ciò che si era sperato”, ha aggiunto, sottolineando l’importanza della vicinanza pastorale e della misericordia. “Che tipo di Chiesa incontrano le persone proprio quando sono più fragili?” ha chiesto il Papa, ponendo una domanda cruciale. “Le nostre comunità le aiutano a scoprire che hanno ancora un posto, una responsabilità e doni da offrire?” L’obiettivo è di accompagnare le persone nel loro cammino verso la realizzazione della propria vocazione, anche in contesti difficili.
“I giovani continuano ad anelare all’amore, alla fedeltà e al senso di appartenenza, eppure molti trovano difficile comprendere come una tale visione dell’amore possia concretizzarsi nella propria vita”, ha osservato il Papa. L’insicurezza economica, la migrazione, la violenza e la solitudine influenzano le scelte delle persone e le possibilità che riescono a immaginare per il proprio futuro. “Cosa possiamo imparare dai genitori che cercano di accompagnare i propri figli e i giovani?” ha chiesto il Papa, ponendo una domanda che richiama l’importanza della responsabilità e della guida nella vita familiare. L’obiettivo è di creare un ambiente in cui i giovani possano trovare risposte e supporto per costruire relazioni significative e durature.
La religiosa suor Helen Alford ha sottolineato l’importanza dell’incontro di Gesù con la Samaritana, una donna senza nome che diventa un’evangelizzatrice efficace. “È lo ‘sguardo relazionale’ di Gesù che permette di rendere visibili le nostre relazioni, altrimenti nascoste”, ha spiegato. “Nel mondo altamente instabile in cui viviamo oggi, se vogliamo aiutare i giovani ad avere il coraggio di sposarsi, essi dovranno ‘vedere’ le loro relazioni e pensare al loro matrimonio e alla loro vita familiare in chiave relazionale”.
Il Papa ha riconosciuto che la distanza dalla visione cristiana del sesso e del matrimonio sta crescendo. “In molti contesti è emersa una crescente distanza tra il modo in cui vengono vissuti il sesso e l’intimità e la visione cristiana del matrimonio”, ha osservato, esortando i capi delle Chiese orientali e i presidenti delle Conferenze episcopali a mettersi “in una scuola di ascolto” delle famiglie.
