Europa non può raggiungere la leadership tecnologica solo con regolamenti
DIGITALEUROPE sottolinea che l’Europa non può diventare leader tecnologico solo con regolamenti, ma deve investire in innovazione, accesso al capitale e collaborazione internazionale.
DIGITALEUROPE, l’organizzazione che rappresenta l’ecosistema digitale europeo, sostiene che l’Europa non possa diventare leader tecnologico solo attraverso regolamenti, ma deve concentrarsi su investimenti, accesso al capitale e collaborazione internazionale. La direttrice generale, Cecilia Bonefeld-Dahl, ha spiegato che il problema non è solo la mancanza di fondi, ma anche la complessità regolamentare, la scarsa volontà di prendere rischi e la mancanza di un approccio coerente per supportare le startup e le aziende in crescita.
Investimenti e accesso al capitale
L’Europa ha un divario di investimenti di circa 800 miliardi di euro. Mentre negli Stati Uniti i fondi di venture capital ammontano a circa 930 miliardi, in Europa si registra un totale di circa 130 miliardi. Questo divario rappresenta un ostacolo significativo per le startup e le aziende in fase di crescita. L’organizzazione ha lanciato il Future Unicorn Awards, un premio che riconosce aziende con potenziale di diventare leader tecnologici europei, fornendo visibilità e accesso al capitale. Per Bonefeld-Dahl, uno dei principali obiettivi di DIGITALEUROPE è garantire che una parte maggiore del budget europeo vada a favore della tecnologia, delle startup e della resilienza. “Invece di destinare il 90 per cento del budget a altre spese, che sono utili, dobbiamo spostare parte di quel denaro verso la creazione di valore europeo, la prossima generazione di aziende e la resilienza. Questo è uno dei nostri principali obiettivi di lobbismo.”
Collaborazione internazionale e test centri comuni
DIGITALEUROPE ha anche sottolineato l’importanza della collaborazione internazionale, in particolare con gli Stati Uniti. L’organizzazione ha un ufficio a Washington, in parte per rappresentare l’ecosistema tecnologico europeo in un contesto globale. Bonefeld-Dahl ha anche menzionato l’importanza di creare centri di test comuni tra i paesi NATO, in modo da permettere alle aziende di testare i loro prodotti in diverse condizioni e di sviluppare tecnologie di difesa in modo più efficiente. Con circa 200 centri di test tra i paesi NATO, l’organizzazione ha visto come questi spazi possano diventare incubatori per aziende emergenti. L’obiettivo è ridurre la frammentazione e creare un approccio più coordinato per supportare l’innovazione e la crescita delle startup.
“Con DIANA e il Fondo per l’Innovazione, hai circa 200 centri di test tra i paesi NATO. Potremmo ridurre questo numero a tre.” Bonefeld-Dahl descrive il Fondo per le Startup dell’UE come un importo limitato, ma un successo significativo. Il fondo mira a raggiungere un totale di 5 miliardi di euro, con un impegno iniziale di 1 miliardo da parte della Commissione europea. “Non possiamo regolamentare il nostro modo per diventare leader tecnologico. L’Europa ha bisogno di investimenti, di accesso al capitale e di un approccio più aperto e collaborativo.”
