Lo zucchero raggiunge i massimi da febbraio 2025 per siccità e scelte industriali
Lo zucchero raggiunge i massimi da febbraio 2025 a causa di siccità e scelte industriali in Brasile e Europa.
Lo zucchero ha raggiunto i massimi da febbraio 2025, con il prezzo del grezzo che supera i 20 centesimi per libbra e guadagna quasi il 39% da inizio anno. Il rialzo, in parte legato a condizioni climatiche come El Niño e piogge record in Brasile, si accompagna a una riduzione del raccolto e a scelte industriali che privilegiano l’etanolo rispetto allo zucchero. La situazione si complica ulteriormente con la siccità in Europa, che ha ridotto le rese delle barbabietole e ha portato a una riduzione del raccolto dal 1988.
Brasile e scelte industriali: il passaggio all’etanolo
Il Brasile, uno dei principali produttori di zucchero, ha visto una riduzione del 12,38% nella produzione di zucchero, a causa di una riduzione del 3,82% nella canna macinata. La quota di zuccheri destinati effettivamente allo zucchero è crollata al 42,52%, mentre la produzione di etanolo da canna è aumentata del 9,7%. Questo cambiamento è dovuto al rialzo del prezzo del petrolio, che ha reso l’etanolo più redditizio rispetto allo zucchero. Il Brent, il prezzo del petrolio, ha guadagnato circa il 66% da inizio anno, portando il prezzo a circa 101 dollari al barile.
La siccità in Europa e la riduzione del raccolto
La siccità ha colpito l’Europa, riducendo le rese delle barbabietole e portando a una riduzione del raccolto dal 1988. Il gruppo francese Tereos, il principale produttore europeo di zucchero, ha comunicato che le stime di produzione dell’Unione europea per il 2026/27 si collocano ai minimi dal 1988/89. I campioni raccolti il 17 agosto indicavano rese dei bieticoltori francesi oltre il 20% sotto la stagione precedente, con perdite del 50-60% in alcune aree. David Sergent, direttore agricolo di Tereos, ha dichiarato che i raccolti saranno in calo a causa della siccità e delle ondate di calore ripetute.
Il Centro comune di ricerca della Commissione europea ha tagliato la stima di resa della barbabietola europea a 72,2 tonnellate per ettaro, il 5% sotto la media quinquennale. Questo ha portato a una riduzione del raccolto e a un aumento dei prezzi. Il gruppo Tereos ha accorciato la campagna di lavorazione dei suoi otto stabilimenti francesi a 100 giorni in media, contro i 130 dell’anno precedente.
Un mercato in movimento e un’indicazione per l’inflazione
Il rialzo dello zucchero non è solo legato alle condizioni climatiche, ma anche a una rotazione di preferenze tra investitori. In una fase di inflazione alta, l’investitore si aspetta protezione dai metalli preziosi, mentre nel 2026 la copertura ha funzionato in ciò che si mangia e in ciò che si brucia. Il rialzo dello zucchero è un indicatore anticipatore per l’inflazione italiana, in quanto riflette i movimenti nella componente alimentare lavorata. I produttori alimentari acquistano a termine e coprono le posizioni con mesi di anticipo, quindi un rialzo del grezzo di ottobre non arriva sullo scaffale a novembre, ma quando i contratti di fornitura vengono rinnovati.
La FAO ha diffuso l’indice dei prezzi alimentari di settembre, che ha registrato un aumento del 1,5% sul mese e del 5,8% su un anno. La componente zucchero è in rialzo del 6,1%, mentre i cereali sono in aumento del 5,1% sul mese e del 17,2% su un anno. Il capo economista dell’organizzazione, Maximo Torero, ha commentato che si assiste a un rialzo persistente e sempre più generalizzato dei prezzi mondiali delle materie prime. Se queste pressioni si manterranno, si trasferiranno presto ai prezzi al consumo degli alimenti.
