Sospetti di intrecci politico-sanitari sfumati: archiviazione per i VIP lucani
Inchiesta sulla sanità lucana si chiude: archiviazione per i VIP coinvolti in presunti intrecci con la politica.
La maxi-inchiesta sulla sanità lucana e sui presunti intrecci tra politica e affari si conclude con un provvedimento di archiviazione che mette fine a uno dei filoni più mediatici dell’indagine. Il giudice Antonello Amodeo, su richiesta del pm Vincenzo Montemurro, ha accolto la richiesta di archiviazione presentata nei confronti di undici indagati, tra cui esponenti della politica e professionisti coinvolti in contestazioni di corruzione, abuso d’ufficio e reati elettorali. L’operato degli amministratori e dei professionisti è stato riconosciuto corretto, con la scomparsa delle accuse su appalti e clientele.
Presunti intrecci tra politica e sanità non trovano riscontri
Le indagini, inizialmente focalizzate su condotte riconducibili a reati come peculato in concorso e reato continuato, non hanno trovato elementi sufficienti a sostenere un’accusa in giudizio. I presunti intrecci tra politica e sanità, che avevano sollevato preoccupazioni e clamore, non hanno trovato riscontri idonei. L’impianto accusatorio, che aveva coinvolto figure di primo piano, è stato definitivamente sancito come infondato. Con il decreto del Gip Amodeo, viene pienamente sancita la correttezza dell’operato degli amministratori e dei professionisti coinvolti, che vedono così cadere le contestazioni sollevate nei loro confronti in questo specifico filone d’indagine. La Procura, dopo approfondimenti e valutazione delle memorie difensive, ha confermato l’infondatezza degli elementi raccolti.
Archiviazione per i VIP e i professionisti coinvolti
Il provvedimento del giudice Amodeo ha scagionato definitivamente i VIP lucani, tra cui il consigliere regionale Francesco Piro, l’ex assessore alla Salute Rocco Luigi Leone e l’assessore alle Attività Produttive Francesco Cupparo. L’archiviazione riguarda anche imprenditori e professionisti come Raffaele Mario De Bonis Cristalli, Saverio Colummella, Vito Bardi, Gianni Rosa, Donatella Merra e Vito Barozzi. Tutti i soggetti coinvolti vedono cadere le contestazioni sollevate nei loro confronti. La decisione del pm Montemurro, accolta dal giudice, segna una svolta radicale rispetto al clamore iniziale. Le attività investigative, condotte dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Procura ordinaria, hanno ritenuto non idonei i fatti ipotizzati a sostenere un’accusa in giudizio. La Procura, dopo approfondimenti e valutazione delle memorie difensive, ha confermato l’infondatezza degli elementi raccolti.
Le accuse su appalti e clientele sono state definite infondate. La maxi-inchiesta, che aveva scosso la giunta regionale, si chiude con un provvedimento che conferma la correttezza dell’operato degli amministratori e dei professionisti coinvolti. L’inchiesta, iniziata con un blitz che aveva suscitato interesse e preoccupazioni, si conclude con un esito che mette fine a un filone d’indagine che aveva acceso dibattiti e tensioni. La decisione del giudice Amodeo e del pm Montemurro rappresenta un ulteriore passo nella gestione delle indagini sulla sanità lucana e sui presunti intrecci tra politica e affari.
