Scarlett Johansson torna al cinema horror con *The Exorcist: I Martiri*, Mike Flanagan la elogia come mai prima d’ora
Scarlett Johansson torna al cinema horror con *The Exorcist: I Martiri*, Mike Flanagan la elogia come mai prima d’ora
Scarlett Johansson torna al cinema horror dopo tredici anni con *The Exorcist: I Martiri*, un nuovo capitolo della saga de *L’esorcista* diretto da Mike Flanagan. Il regista ha espresso un forte apprezzamento per la performance dell’attrice, definendola una delle sue migliori prove da molto tempo. La pellicola, attesa nelle sale il 12 marzo 2027, vede Johansson interpretare Julie Miller, una detective newyorkese che si trova a indagare su una serie di omicidi legati a un caso del suo passato, mentre una presenza demoniaca sembra minacciare direttamente suo figlio.
Un ruolo diverso per un’attrice di spicco
Flanagan ha anticipato che la sua Julie Miller sarà molto diversa dai personaggi femminili tradizionalmente associati al franchise: invece di fuggire dall’orrore, la detective lo affronterà direttamente. Questa scelta rappresenta un cambiamento significativo nel modo in cui la saga affronta il rapporto tra una figura genitoriale e un figlio minacciato da una forza soprannaturale. Se il film originale del 1973 costruiva buona parte della propria tensione sull’impotenza di Chris MacNeil di fronte alla possessione di Regan, il nuovo capitolo sembra intenzionato a rovesciare questa dinamica.
La presenza del soprannaturale rischia quindi di mettere in crisi non soltanto il ruolo di madre di Julie, ma anche il sistema di convinzioni sul quale ha fondato la propria vita. Il personaggio di Johansson è caratterizzato da una ferocia e una determinazione insolite per una protagonista della saga. La donna non reagisce al pericolo cercando una via di fuga, ma avanza verso ciò che la terrorizza, perché è esattamente ciò che il suo lavoro le impone di fare.
Un’interpretazione che sfida le aspettative
«È un personaggio che corre verso l’oscurità, perché è il suo lavoro», ha spiegato Flanagan, sottolineando come la detective si ritrovi però ad affrontare qualcosa che non avrebbe mai potuto immaginare. Il regista ha definito la performance di Johansson una delle sue preferite degli ultimi anni, evidenziando la capacità dell’attrice di sostenere la componente emotiva del film senza rinunciare all’intensità richiesta dalle sequenze più inquietanti.
Un esempio concreto di questo approccio emerge già dal trailer presentato al New York Comic Con. In una delle sequenze finali, il giovane Max, interpretato da Jacobi Jupe, si rivolge a Julie chiamandola mamma. La donna risponde però chiedendogli di non farlo. La scena sembra ribaltare una situazione ricorrente nei film de *L’esorcista*, nei quali un genitore comprende progressivamente che il proprio figlio potrebbe essere controllato da una presenza estranea. Tradizionalmente, questa consapevolezza genera paura, incredulità e disperazione. Nel nuovo film, invece, Julie sembra reagire con la lucidità di una professionista abituata a individuare menzogne e contraddizioni.
La scelta di affidare a Johansson il ruolo di protagonista rappresenta un passaggio insolito nella sua carriera. L’attrice non interpretava un ruolo centrale in un film riconducibile all’horror da Under the Skin del 2013, il thriller fantascientifico diretto da Jonathan Glazer nel quale vestiva i panni di una misteriosa creatura extraterrestre che attirava uomini sconosciuti in situazioni sempre più perturbanti. Ancora prima, Johansson aveva partecipato a *Arac Attack – Mostri a otto zampe*, la commedia horror del 2002 che giocava con le convenzioni dei monster movie. La scelta di affidarle il nuovo capitolo de *L’esorcista* permette quindi a Flanagan di utilizzare la familiarità del pubblico con un’attrice associata soprattutto ad altri generi, collocandola in un contesto completamente differente. Il regista ha raccontato che Johansson non ama particolarmente l’horror e che proprio il suo timore nei confronti del genere ha reso alcuni momenti delle riprese particolarmente divertenti e sorprendenti.
