Cassazione conferma ergastolo per Innocent Oseghale nell’omicidio di Pamela Mastropietro
Cassazione conferma ergastolo per Oseghale nell’omicidio di Pamela Mastropietro, respinto ricorso difesa

L’omicidio di Pamela Mastropietro, avvenuto il 30 gennaio 2018 a Macerata, ha visto confermato l’ergastolo per Innocent Oseghale, un 36enne nigeriano accusato di omicidio, stupro e smembramento del cadavere della 18enne romana. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso straordinario della difesa, che chiedeva di escludere l’accusa di violenza sessuale e annullare la condanna all’ergastolo. La sentenza, depositata il 24 novembre 2024, ha accolto la richiesta della Procura generale di conferma della pena, chiudendo definitivamente il procedimento.
La difesa e il ricorso
La difesa di Innocent Oseghale aveva concentrato il ricorso su un’asserita violazione dei principi di correttezza e imparzialità nella ricostruzione dei fatti, chiedendo l’esclusione dell’accusa di violenza sessuale. Gli avvocati Umberto Gramenzi e Simone Matraxia avevano sostenuto che i giudici di primo grado e di appello avessero commesso errori materiali. La Procura generale, invece, aveva sottolineato la gravità dei fatti e la necessità di mantenere la condanna all’ergastolo.
La Corte di Cassazione, dopo un’udienza durata circa mezz’ora, ha respinto il ricorso, confermando la sentenza di primo grado e di appello. La decisione, che ha rigettato le richieste di annullamento della condanna, ha lasciato invariata la pena per omicidio, stupro e smembramento del corpo. La difesa ha espresso delusione, ma i giudici hanno ritenuto che le loro ragioni non avessero un fondamento sufficiente.
La reazione della famiglia di Pamela
Alessandra Verni, madre di Pamela Mastropietro, ha espresso soddisfazione e sollievo per la decisione dei giudici. “Oggi è una giornata importante per me e per la mia famiglia”, ha scritto su Facebook. “Sono felice e sollevata per la decisione dei giudici che hanno rigettato il ricorso straordinario presentato dagli avvocati di Oseghale. Questa sentenza rappresenta un passo significativo verso la giustizia per mia figlia Pamela e per tutte le vittime di atrocità come quelle che abbiamo vissuto.”
La madre ha anche sottolineato l’importanza di riconoscere la verità e far rispondere a chi ha commesso atti gravi. “La lotta per la memoria di Pamela continua, e oggi questa decisione ci dà nuova forza e speranza. Ringrazio tutti coloro che ci hanno sostenuto in questo percorso e che continuano a lottare per la giustizia insieme a noi.”
Il caso di Pamela Mastropietro ha visto una serie di sentenze, tra cui una di primo grado, una di appello e una in Cassazione che ha rinviato gli atti in appello. Dopo un lungo iter giudiziario, la Cassazione ha confermato l’ergastolo per Innocent Oseghale, chiudendo definitivamente il procedimento. La sentenza ha anche riconosciuto la violenza sessuale nel processo d’appello, un elemento cruciale per la condanna.
La decisione dei giudici ha rafforzato la posizione della Procura generale e della famiglia di Pamela, che avevano sostenuto la gravità dei fatti. La difesa, pur esprimendo delusione, ha riconosciuto che le ragioni avanzate non avessero trovato sostegno nella giurisprudenza. La sentenza, quindi, rappresenta un ulteriore passo verso la giustizia per una vittima di un crimine atroce.
