Giuseppe D’Amico riceve riconoscimento a Tor Bella Monaca per Musicabile
Giuseppe D’Amico riceve riconoscimento a Tor Bella Monaca per Musicabile, progetto musicale contro i pregiudizi.
Il 5 ottobre scorso, al Teatro Tor Bella Monaca di Roma, Giuseppe D’Amico, cantautore di Leonforte, ha ricevuto un riconoscimento nell’ambito di Music@mens 2026, rassegna di brani inediti dedicati alla salute mentale, inserita nella settimana RO.MENS, il Festival della Salute Mentale per l’inclusione sociale e contro il pregiudizio. L’evento ha rappresentato un momento significativo per il progetto Musicabile, un’iniziativa che affronta temi come la disabilità e i pregiudizi attraverso la musica. D’Amico, che ha sempre sostenuto l’importanza dell’inclusione, ha visto il suo lavoro riconosciuto in un contesto che valorizza l’arte come strumento di sensibilizzazione sociale.
Musicabile: un progetto che si espande
Musicabile, progetto musicale di Giuseppe D’Amico, è nato con l’obiettivo di affrontare temi delicati come la disabilità e i pregiudizi. Il brano, che ha trovato spazio in diverse iniziative promosse da scuole e associazioni, ha raggiunto persone in diverse parti d’Italia, sorprendendo l’autore stesso. A Leonforte, la cooperativa sociale Shalom ha svolto un ruolo importante, mentre a Ravanusa l’Istituto comprensivo Manzoni ha dedicato l’aula magna alla canzone, ribattezzandola “auditorium Musicabile”. L’espansione del progetto ha confermato come la musica possa diventare uno strumento di sensibilizzazione e inclusione.
La musica è un mezzo potente per comunicare messaggi importanti. D’Amico ha sottolineato che la canzone può arrivare alle persone in maniera più immediata, riuscendo a comunicare determinati messaggi anche a chi magari non si avvicinerebbe a questi temi attraverso altri canali. L’artista ha anche sottolineato che non esiste un argomento più efficace di un altro, ma ciò che conta è la coerenza e la costanza nel parlare di questi temi. La scuola svolge un lavoro importante di sensibilizzazione, ma bisogna insistere, soprattutto quando si tratta di superare lo stigma legato alla salute mentale.
Collaborazioni e nuovi progetti
Giuseppe D’Amico ha anche parlato della sua collaborazione con Circuiti Sonori, un’esperienza che ha contribuito al suo percorso artistico. Con Armando Cacciato, il rapporto professionale è stato sempre di collaborazione e rispetto, senza mai sentirsi semplicemente uno dei tanti cantanti. Questa collaborazione continua e permette di portare avanti nuove idee, come un progetto sociale dedicato all’autismo, in cui è in corso una collaborazione con lo studio di registrazione di Andrea Ensabella e con Circuiti Sonori. Il videoclip, inoltre, tornerà a essere curato da Mc Gjn, ovvero Nino Sanfilippo, che ha già collaborato con D’Amico in passato.
Il riconoscimento ricevuto a Tor Bella Monaca rappresenta per D’Amico un momento di conferma, ma non un traguardo finale. L’artista ha sottolineato che il lavoro non finisce mai, e che c’è ancora molto da fare per cambiare la mentalità delle persone. La musica, se usata con coerenza e costanza, può diventare un potente strumento per promuovere l’inclusione e combattere i pregiudizi. Con Musicabile, Giuseppe D’Amico continua a dare voce a temi importanti, usando la sua arte per fare la differenza.
Il progetto Musicabile ha raggiunto un pubblico ampio e diversificato. Il brano ha trovato spazio in diverse iniziative, promosse da scuole e associazioni che ne hanno riconosciuto il valore educativo e sociale. A Leonforte, un ruolo importante è svolto dalla cooperativa sociale Shalom; a Ravanusa, l’Istituto comprensivo Manzoni ha persino dedicato alla canzone la propria aula magna, oggi denominata auditorium “Musicabile”. Altre iniziative sono state promosse dall’Istituto comprensivo Anna Frank e dall’Istituto comprensivo Quasimodo, entrambi ad Agrigento. Con la sua musica, Giuseppe D’Amico continua a portare avanti un messaggio di inclusione e sensibilizzazione, usando la canzone come strumento per combattere i pregiudizi e promuovere la cultura dell’inclusione. Il lavoro non finisce mai, ma ogni passo fatto è un ulteriore contributo a un mondo più aperto e accettante.
