Scuola cattolica: 7.345 istituti e quasi 500mila alunni. Il Rapporto 2026 sull’educazione integrale
Il Rapporto 2026 della scuola cattolica analizza il calo degli alunni e l’evoluzione del curricolo verso competenze trasversali.
Il Rapporto 2026 del Centro studi per la scuola cattolica (Cssc) presenta un quadro complesso del sistema educativo italiano, con un calo significativo del numero di alunni e una trasformazione del curricolo verso competenze trasversali. Dedicato a “un curricolo per la vita”, il documento sottolinea l’importanza di integrare la formazione cognitiva con aspetti non cognitivi, come le soft skill, per educare la persona intera. La scuola cattolica, con 7.345 istituti e quasi 500mila alunni, ha visto un calo del 32,6% degli iscritti negli ultimi quindici anni, passando da 740.636 alunni nel 2010-11 a 498.863 nel 2026.
Un curricolo che include la vita
Il Rapporto sottolinea come la scuola debba tenere conto di tutta la vita degli alunni, collegando ciò che avviene dentro le mura della scuola con il mondo vitale in cui ognuno si trova a vivere. L’obiettivo è creare un curricolo che non si limiti all’elenco delle discipline di insegnamento, ma si estenda a dimensioni educative, vitale e esistenziale. Il curricolo non può ridursi all’elenco delle discipline di insegnamento ma deve farsi carico anche della dimensione educativa, vitale, esistenziale, per porre veramente al centro la persona dell’alunno in tutta la sua ricchezza e complessità, afferma Sergio Cicatelli, coordinatore scientifico del Cssc.
Il documento presenta anche una riflessione su come la scuola abbia spostato l’attenzione dalle conoscenze alle competenze e da quelle cognitive a quelle non cognitive. Questo cambiamento rappresenta una trasformazione e integrazione del curricolo stesso, nella logica di una scuola che deve educare tutta la persona più che istruire solo la sua mente. A questa tematica il Cssc dedica il suo XXVIII Rapporto, che viene presentato sabato 17 ottobre nel corso della XIX Giornata pedagogica della scuola cattolica, in diretta streaming sul canale YouTube della Cei.
Un calo che colpisce soprattutto la scuola dell’infanzia
Il calo del numero di alunni è stato particolarmente marcato nella scuola dell’infanzia, con una perdita del 41,2% rispetto al 2010-11. In media, si sono persi oltre 16.000 alunni ogni anno, con un andamento diversificato per ordine e grado di scuola. I due gradi della secondaria hanno registrato un saldo negativo finale del 10,9% per il I grado e del 12,8% nel II grado, con un recupero negli ultimi anni del II grado.
Daniele Gianotti, vescovo di Crema e presidente della Commissione episcopale per l’educazione cattolica, sottolinea che “la scuola cattolica ha da sempre compiuto questa scelta, integrando in un unico percorso educativo contenuti disciplinari ed esperienze personali, formazione della mente e del carattere, attenzione al corpo e allo spirito, secondo una prospettiva pedagogica unitaria che affonda le sue radici in una antica e consolidata tradizione”. La scuola cattolica, del resto, ha da sempre compiuto questa scelta, integrando in un unico percorso educativo contenuti disciplinari ed esperienze personali, formazione della mente e del carattere, attenzione al corpo e allo spirito, secondo una prospettiva pedagogica unitaria.
Il Rapporto si conclude con una raccolta di dati statistici sul sistema di scuola cattolica in Italia, che mostra un certo assestamento dopo i sensibili cali degli ultimi anni. La legge n. 22 del 2025 ha introdotto nelle scuole di ogni ordine e grado le “competenze non cognitive e trasversali”, volendo promuovere una formazione scolastica che abbia di mira la crescita globale della persona. Le scuole cattoliche, con la loro impostazione educativa, possono costituire un esempio per il rinnovamento richiesto.
