Nuovi tesori emersi dagli scavi di Monte Adranone
Nuovi reperti archeologici scoperti a Monte Adranone, tra vasi e strutture di epoca greca e punica.
La campagna di scavi sul Monte Adranone, conclusa di recente dopo anni di interruzione, ha portato alla luce nuovi reperti di notevole valore storico e culturale. L’operazione, condotta dal Winckelmann-Institut della Humboldt-Universität zu Berlin in collaborazione con il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, diretto da Roberto Sciarratta, e la Hochschule für Technik Berlin, ha visto la partecipazione di archeologi, tecnici e studenti. La responsabilità scientifica è stata affidata alla professoressa Agnes Henning e a Maria Concetta Parello. L’obiettivo era approfondire l’organizzazione insediativa e le influenze culturali del sito, che ha visto l’interazione di culture greche, puniche e locali.
Strutture e reperti di inestimabile valore
Monte Adranone, situato al confine tra le province di Agrigento, Trapani e Palermo, è un’area archeologica di grande interesse, nonostante le difficoltà per raggiungerlo. Gli scavi hanno rivelato strutture complesse, tra cui un edificio circolare probabilmente utilizzato come sala di riunione o luogo di culto per gruppi familiari. Tra i reperti emersi, vasi di ceramica attica in perfetto stato di conservazione, cinture di bronzo, anfore, terrecotte e capitelli in stile ionico. Questi elementi testimoniano l’importanza del sito come centro abitato di grandi dimensioni, con circa 2-3 mila residenti durante il suo periodo di massimo splendore tra l’VIII e il II secolo a.C.
La professoressa Henning ha sottolineato che l’obiettivo dei lavori di quest’anno è innanzitutto quello di effettuare un’approfondita analisi dello stato attuale. In primo piano vi è la documentazione delle numerose strutture finora riportate alla luce. Ciò comprende anche un rilevamento aggiornato dell’area con metodi moderni e la localizzazione degli edifici individuati in un modello del terreno. Questo collegamento può evidenziare come gli edifici abbiano dovuto adattarsi al terreno, spiegando così le presunte irregolarità.
La posizione strategica del sito ha reso Monte Adranone un punto di contatto tra diverse culture.
Un’area strategica tra Selinunte e Akragas
La posizione del Monte Adranone, tra Selinunte e l’antica Akragas, ha reso il sito un punto di contatto tra diverse culture. La professoressa Henning ha sottolineato come le strutture e gli edifici scoperti indicino un’organizzazione insediativa unica, in cui si fondono influenze indigene, greche e puniche. La campagna di scavi ha incluso un rilevamento aggiornato dell’area con metodi moderni, permettendo di localizzare gli edifici in un modello del terreno. Particolare attenzione è stata dedicata all’Acropoli fortificata, forse legata a un’élite locale, e alla cosiddetta Fattoria, una struttura di dimensioni eccezionali che domina la terrazza meridionale.
La presenza di un grande teatro non è esclusa, visto che il sito fu abbandonato intorno alla metà del III secolo a.C. L’archeologa tedesca ha sottolineato lo straordinario interesse del sito, che domina il panorama della Sicilia occidentale da quasi mille metri d’altezza. Gli scavi, che si terranno nuovamente a settembre, potrebbero portare alla scoperta di un teatro antico, un’altra importante testimonianza della cultura greca in Sicilia.
La stagione estiva ha visto la partecipazione di pubblico interessato a questa parte poco conosciuta della Sicilia.
La campagna di scavi ha riacceso l’interesse per Monte Adranone, un’area archeologica che merita di essere meglio conosciuta e valorizzata. Il sindaco di Sambuca, Giovanna Casà, e l’assessore alla cultura, Giuseppe Cacioppo, hanno sottolineato l’importanza di questa risorsa per lo sviluppo turistico del borgo. È stata firmata una convenzione con il Parco della Valle dei Templi per la cogestione del museo archeologico di Palazzo Panitteri, dove sono custoditi i preziosi reperti scoperti sul Monte Adranone. La stagione estiva, con spettacoli classici organizzati dalla direttrice artistica del teatro comunale Costanza Amodeo, ha già visto la partecipazione di pubblico interessato a questa parte poco conosciuta della Sicilia.
