Nuovo decreto sicurezza: pene fino a 5 anni per violenze in piazza, sbloccati 480 milioni per i Tir
Il governo varia un nuovo decreto sulla sicurezza con pene severe per violenze in piazza e sblocco di 480 milioni per i Tir.
Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto legge sulla sicurezza pubblica e sul contrasto alla criminalità minorile, dopo gli scontri, i saccheggi e le devastazioni registrati a Milano e in altre città italiane. L’obiettivo del provvedimento è rendere più incisiva la risposta dello Stato alle violenze durante le manifestazioni, introducendo pene fino a 5 anni di carcere e multe fino a 20 mila euro per chi partecipa a gruppi violenti. Inoltre, sono stati sbloccati 480 milioni di euro per i Tir, con l’avvio dei pagamenti previsto dal 21 ottobre per le domande presentate entro il 30 agosto.
Violenze in piazza e nuove fattispecie penali
Il provvedimento introduce il reato di partecipazione violenta a una manifestazione pubblica, con l’obiettivo di punire chi si unisce a gruppi di cinque o più persone e mette in pericolo la sicurezza di tutti. La premier Giorgia Meloni ha spiegato che “se durante un corteo o una manifestazione ti unisci a un gruppo di cinque o più persone, ti metti a tirare pietre, petardi, bastoni, metti in pericolo la sicurezza di tutti, rischi fino a cinque anni di carcere, fino a 20 mila euro di multa”. Le pene aumentano in presenza di aggravanti, tra cui il volto coperto o il ferimento di altre persone.
Responsabilità e riparazione dei danni
Il decreto interviene anche sul versante dei risarcimenti, puntando a rendere più rapido il recupero delle somme necessarie a riparare i danni provocati durante i disordini. Il principio indicato dalla presidente del Consiglio è netto: “Chi rompe paga e se chi rompe è un minorenne pagano i suoi genitori”. Per i danni ai beni pubblici, come pensiline, semafori e mezzi delle forze dell’ordine, è previsto l’intervento del prefetto con un’ingiunzione di pagamento. Nel caso di beni privati, come vetrine, negozi e automobili, il proprietario potrà rivolgersi al giudice per ottenere un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo. Il provvedimento contiene inoltre misure specifiche per la criminalità minorile, con un rafforzamento degli strumenti di accertamento e repressione dei reati commessi dai giovani, anche attraverso l’estensione della flagranza differita a determinate condotte violente e ai danneggiamenti di gruppo.
Presenza militare e poteri speciali
Sul fronte operativo, il governo dispone il potenziamento della presenza dell’Esercito a Milano con 500 militari aggiuntivi, destinati a rafforzare la vigilanza dei siti sensibili e il controllo del territorio. La misura punta a sostenere il lavoro delle forze dell’ordine in una fase di particolare tensione. Nel testo definitivo non trova invece spazio l’attribuzione ai militari di funzioni di polizia giudiziaria, dopo le interlocuzioni con il Quirinale. La questione era stata uno dei nodi più delicati nella preparazione del decreto.
La misura non va confusa con il rafforzamento della presenza militare, che resta confermato. La linea di Palazzo Chigi si inserisce nella strategia del governo Meloni in materia di sicurezza, caratterizzata da un progressivo inasprimento delle norme contro i reati di gruppo e le condotte violente. L’esecutivo punta a colpire non soltanto gli autori materiali delle devastazioni, ma anche a rafforzare gli strumenti di prevenzione e la responsabilità economica per i danni causati.
Il decreto dovrà ora seguire l’iter parlamentare previsto per la conversione in legge entro 60 giorni. Il confronto politico si concentrerà sull’efficacia delle nuove misure, sul loro equilibrio con le garanzie individuali e sulla capacità di distinguere le condotte penalmente rilevanti dalla partecipazione pacifica alle manifestazioni. La linea della premier resta quella di una risposta più severa alle violenze: “La risposta dello Stato deve essere ferma”.
