Galassie piccole perseggono ossigeno, ma non si sa dove finisca
Galassie piccole perseggono ossigeno, ma non si sa dove finisca. Studio mostra come l’ossigeno si disperda nello spazio.
Un recente studio condotto con l’Hubble Space Telescope ha rivelato che le galassie piccole, come la NGC 4449, perseggono la maggior parte dell’ossigeno prodotto dalle loro stelle, senza sapere dove finisca. Questo fenomeno, osservato in 37 galassie di piccola dimensione, ha suscitato interesse tra gli astronomi, che cercano di comprendere come e dove l’ossigeno, essenziale per la vita, si disperda nello spazio. L’ossigeno, prodotto dalle stelle, è un elemento chiave per la formazione di materia e il riciclaggio galattico, ma la sua scomparsa rimane un mistero.
Galassie piccole e la perdita di ossigeno
Le galassie di piccole dimensioni, come quelle studiate nel progetto GLOW (Galaxies Losing Oxygen via Winds), mostrano una capacità limitata nel conservare l’ossigeno prodotto dalle loro stelle. I dati raccolti indicano che, in media, queste galassie riescono a mantenere solo il 11% dell’ossigeno generato nel tempo. Alcune, le più efficienti, riescono a conservare circa un quarto, mentre altre, le peggiori, ne conservano solo il 4%. Questo contrasto è dovuto alla debole gravità delle galassie piccole, che non riesce a trattenere il materiale espulso dalle esplosioni stellari.
Il team ha utilizzato immagini dell’Hubble sufficientemente dettagliate per distinguere singole stelle e analizzare la loro storia di formazione. I dati raccolti hanno rivelato che la maggior parte dell’ossigeno si trova nel gas delle galassie, non nelle stelle. La combinazione di dati da telescopi radio e infrarossi ha completato l’immagine del fenomeno. Inoltre, la posizione delle galassie sembra influenzare la loro capacità di conservare l’ossigeno: quelle in aree affollate o vicine a grandi galassie tendono a mantenere una quantità maggiore.
Un mistero che attende una soluzione
Nonostante i progressi, il destino finale dell’ossigeno persa rimane sconosciuto. Studi precedenti hanno rilevato solo una piccola frazione dell’ossigeno prodotto, tra il 1% e il 7%, nel caldo guscio che circonda una galassia. Anche considerando gas più freddo, questi gusci potrebbero contenere al massimo un terzo dell’ossigeno prodotto. La maggior parte, probabilmente, si è disperdita nello spazio intergalattico, ma non è chiaro se questo processo sia un fenomeno comune o se si tratti di un caso isolato. McQuinn, che guida anche le operazioni scientifiche per il telescopio Nancy Grace Roman, ha dichiarato che intende utilizzare l’osservatorio per trovare galassie ancora più piccole e deboli, in modo da comprendere meglio il loro ruolo nel ciclo dell’ossigeno. L’ossigeno, se si dimostra che è fuggito, potrebbe essere uno dei principali responsabili della distribuzione di questo elemento nell’universo, contribuendo alla formazione di nuove stelle e alla vita come la conosciamo.
La perdita di ossigeno è un fenomeno che richiede ulteriori indagini per comprendere il suo impatto sull’universo.
La ricerca si concentrerà su galassie più piccole per chiarire il loro ruolo nel ciclo dell’ossigeno.
