Ct Italia, Pirlo è il prescelto dopo il no di Guardiola: perché Maldini lo vuole

Dopo il rifiuto di Guardiola, Maldini e Leonardo puntano su Pirlo come nuovo commissario tecnico dell’Italia. L’ex allenatore juventino in vantaggio su Conte e Mancini.

Andrea Pirlo è il candidato principale per la panchina della Nazionale italiana, dopo che Pep Guardiola ha declinato l’offerta nella notte tra giovedì e venerdì. Paolo Maldini e Javier Leonardo, in accordo con il presidente del Coni Giovanni Malagò, stanno stringendo i tempi per affidare la guida della squadra all’ex allenatore della Juventus, che deve ancora liberarsi dagli impegni con il suo club di Dubai.

La scelta di Pirlo rappresenta una chiara preferenza della dirigenza rispetto ai profili alternativi come Antonio Conte e Roberto Mancini, usciti dalle considerazioni principali. Maldini non ha nemmeno contattato Mancini durante questo percorso decisionale, sottolineando come la ricerca fosse orientata verso una direzione diversa sin dalle prime valutazioni.

Le ragioni della preferenza per Pirlo

La decisione di puntare su Pirlo non è casuale: l’ex centrocampista bianconero rappresenta un profilo che si allinea con le idee tattiche e filosofiche che Maldini e Leonardo vogliono imprimere al progetto della Nazionale. Dopo l’esperienza di Guardiola, che ha rappresentato il massimo livello aspirazionale, la scelta ricade su un allenatore che ha già dimostrato capacità nell’affrontare progetti complessi e di costruzione graduale.

La sua esperienza sulla panchina della Juventus ha fornito credenziali riconoscibili nel calcio italiano e internazionale, anche se il suo percorso successivo con il club emiratino ha tenuto lontano dagli occhi europei. Rispetto a Conte, considerato poco adatto ai progetti che la dirigenza intende sviluppare, e a Mancini, rimasto completamente fuori dal processo, Pirlo rappresenta un compromesso tra innovazione tattica e continuità di visione calcistica.

La preferenza per l’ex juventino riflette anche una valutazione complessiva degli ultimi anni del calcio italiano. Maldini e Leonardo stanno cercando un allenatore che possa interpretare il ruolo di commissario tecnico con una prospettiva moderna, allontanandosi da approcci più conservatori che potrebbero non servire gli obiettivi dichiarati della Federazione.

Il percorso verso la nomina ufficiale

Con Guardiola fuori dai giochi, il processo accelera. Pirlo deve regolare la sua situazione contrattuale con il club di Dubai prima di potere assumere ufficialmente l’incarico con la Nazionale. Maldini, Leonardo e lo stesso Malagò stanno coordinando i tempi affinché questa liberazione avvenga nei prossimi giorni, senza prolungamenti che potrebbero complicare la transizione.

L’assenza di chiamate a Mancini evidenzia anche una volontà di chiudere un capitolo e aprirne uno nuovo, diverso dalle gestioni precedenti. La Nazionale ha bisogno di una rotta chiara e di una figura tecnica che possa implementare subito una visione progettuale stabile. Pirlo, nonostante le critiche ricevute in alcuni momenti della sua carriera da allenatore, incarna questo profilo di innovatore che la dirigenza intende perseguire.

Il timing della comunicazione è risultato cruciale: il no di Guardiola ha azionato un meccanismo già preparato nei giorni precedenti, con Pirlo come opzione primaria mai abbandonata. La convergenza tra Maldini, Leonardo e Malagò su questa scelta suggerisce che il dialogo preliminare con il tecnico sia già avviato, mancando solo i dettagli formali della liberazione contrattuale.

Una volta risolti questi aspetti amministrativi, la nomina ufficiale potrebbe arrivare in tempi rapidi, permettendo al nuovo commissario tecnico di iniziare il proprio lavoro di programmazione e di costruzione del progetto tattico che la Federazione attende da mesi, come riferisce ilfattoquotidiano.it.