Polmoni pieni di sangue, prosegue l’autopsia su Abderrahim Fakir morto a Bologna
Autopsia in corso per il 42enne Abderrahim Fakir morto durante un intervento della polizia a Bologna. I polmoni erano pieni di sangue secondo la Tac: i periti dovranno accertare se è stata causa diretta della morte.

È in corso l’autopsia su Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto domenica scorsa a Bologna durante un intervento della polizia in via Svevo, nel quartiere Pilastro. L’esame medico-legale segue quanto già rilevato dalla Tac eseguita nel giorno precedente: i polmoni dell’uomo risultano pieni di sangue, un dato che gli esperti dovranno interpretare per stabilire se questa emorragia sia stata la causa diretta del decesso.
L’accertamento delle cause del decesso
L’autopsia rappresenta la fase cruciale per comprendere cosa abbia portato alla morte di Fakir. I periti dovranno chiarire se l’emorragia polmonare sia stata la causa principale della morte per soffocamento oppure una concausa insieme ad altri fattori. Il termine per consegnare le conclusioni tecniche è stato fissato in 90 giorni, un arco di tempo che consente gli esami approfonditi necessari per fornire risposte definitive.
Un elemento significativo nel caso emerge dalle immagini disponibili relative all’intervento di domenica pomeriggio. Sia le riprese effettuate dai residenti della zona sia il materiale registrato dalla bodycam di uno dei due agenti intervenuti nei primi momenti, quando Fakir veniva immobilizzato a terra, fornirebbero un riscontro visivo coerente con l’ipotesi medico-forense della morte per soffocamento legata all’accumulo di sangue nei polmoni.
Come emerso dall’esame strumentale
I risultati della Tac, l’esame tomografico computerizzato eseguito sul corpo di Fakir, hanno rappresentato un punto di partenza fondamentale per le indagini. Le immagini confermavano chiaramente che i polmoni erano pieni di sangue, un dato che ora i periti dovranno contestualizzare all’interno dell’evento complessivo e della dinamica dell’intervento della polizia.
L’elemento medico-forense della presenza massiccia di sangue nei polmoni suggerisce una possibile morte avvenuta per soffocamento del soggetto dal proprio liquido ematico. Tuttavia, come già evidenziato, sono gli accertamenti medico-legali specifici a dover stabilire con precisione la concatenazione causale tra il dato anatomico rilevato e il decesso, considerando tutti i fattori che potrebbero avere concorso al risultato fatale.
La vicenda di Abderrahim Fakir rimane al centro dell’attenzione delle autorità giudiziarie bolognesi. L’intervento della polizia di domenica pomeriggio in via Svevo si è concluso con la morte dell’uomo, un fatto che ha immediatamente suscitato interrogativi sulla dinamica dell’accaduto e sulle modalità di esecuzione dell’intervento stesso. Le indagini procedono su più fronti, con la documentazione visiva acquisita attraverso i telefoni dei residenti e i dispositivi in dotazione ai poliziotti che fornisce un elemento narrativo di quanto accaduto.
Gli esiti dell’autopsia, quando saranno depositati, potranno illuminare aspetti tecnici fondamentali per la ricostruzione degli eventi. La presenza di sangue nei polmoni è un dato medico rilevante, ma la determinazione della sua causa e della sua relazione temporale con l’intervento della polizia richiede competenze specifiche e valutazioni che vanno oltre la semplice constatazione del dato anatomo-patologico. I prossimi 90 giorni rappresenteranno un periodo cruciale per l’acquisizione di chiarezza su una morte che ha destato preoccupazione nella comunità bolognese.
