Bordighera, scontro sul personale tra amministrazione e minoranza
A Bordighera acceso dibattito sulla gestione del personale comunale. La sindaca Baldassarre risponde alle critiche: applicare la legge non è vendetta politica.

Tensione all’interno dell’amministrazione comunale di Bordighera sulla questione della gestione del personale dipendente. La sindaca Baldassarre ha replicato direttamente alle critiche mosse dalla minoranza consiliare, affermando che l’applicazione della normativa vigente non rappresenta una forma di vendetta politica ma il semplice rispetto della legge.
Lo scontro emerso tra maggioranza e minoranza ha al centro le modalità con cui l’ente sta procedendo nella gestione delle risorse umane. La minoranza accusa l’amministrazione di agire con intenti punitivi, mentre Baldassarre chiarisce che le decisioni adottate seguono quanto previsto dalla legislazione applicabile al settore pubblico locale.
La posizione dell’amministrazione
La sindaca ha sottolineato come il rispetto della normativa rappresenti un dovere fondamentale per qualsiasi amministrazione pubblica e non un’azione motivata da ragioni di natura partitica. In questa ottica, le scelte compiute dall’ente comunale devono intendersi come conseguenza naturale dell’obbligo di conformarsi alle regole fissate dal legislatore, non come espressione di ostilità verso soggetti legati a precedenti amministrazioni o a forze politiche diverse.
Secondo quanto riferito dalle fonti locali, il dibattito ha evidenziato una frattura di valutazione tra i due schieramenti su cosa significhi governare in conformità alle leggi. Per l’amministrazione, il rigore normativo è una necessità, non una scelta discrezionale orientata da motivazioni estranee al buon andamento della macchina amministrativa.
Le critiche della minoranza
La minoranza consiliare ha invece sollevato dubbi sulla modalità di attuazione delle decisioni relative al personale, leggendo in esse una logica persecutoria. In questa lettura, le misure adottate avrebbero finalità che vanno oltre la mera applicazione normativa e rispecchierebbero una volontà di danno nei confronti di dipendenti comunali legati a schieramenti politici alternativi.
Il contrasto tra le due prospettive riflette una divergenza di fondo su come interpretare il ruolo della pubblica amministrazione e i limiti entro cui deve muoversi nell’esercizio delle proprie funzioni. La minoranza sostiene che sia possibile amministrare in modo selettivo, scegliendo quando applicare con rigore la legge e quando fare scena muta; l’amministrazione controreplica che la legge non ammette interpretazioni elastiche e che il suo rispetto è non negoziabile.
Lo scontro rimane aperto e rappresenta un elemento di polarizzazione all’interno del consiglio comunale di Bordighera, con implicazioni che potranno incidere sulla serenità dell’ambiente di lavoro presso gli uffici comunali e sulla fiducia che la cittadinanza ripone nelle istituzioni locali.
Questioni di gestione del personale in ambito pubblico locale richiedono equilibrio tra il rispetto della cornice normativa e la consapevolezza dell’impatto che le decisioni producono sul piano umano e organizzativo. La sfida per un’amministrazione consiste nel coniugare rigore procedurale con attenzione al contesto e alle conseguenze delle proprie scelte, evitando tanto l’arbitrio quanto la paralisi amministrativa.
La vicenda di Bordighera si inscrive in una dinamica che ricorre frequentemente nei piccoli e medi comuni italiani, dove il numero limitato di dipendenti e la vicinanza tra amministratori e dipendenti stessi rendono particolarmente sensibili le questioni di gestione delle risorse umane. La trasparenza e la chiarezza nelle motivazioni delle decisioni rimangono strumenti fondamentali per evitare che legittime applicazioni normative vengano percepite come espressioni di conflittualità politica.
