Truffe digitali e sentimentali: 18mila nuclei familiari toscani colpiti ogni anno

Truffe digitali e sentimentali: 18mila nuclei familiari toscani colpiti ogni anno, con cifre record e interventi di Federconsumatori

Anziani vittime di truffe digitali e sentimentali, con contatti falsi e promesse di ricchezze
Anziani vittime di truffe digitali e sentimentali, con contatti falsi e promesse di ricchezze

Truffe digitali: un fenomeno in crescita tra gli anziani

Le truffe digitali stanno diventando sempre più sofisticate e preoccupanti, con numeri record che segnalano un aumento significativo delle vittime. Secondo la stima dell’associazione Federconsumatori, ogni anno circa 120mila nuclei familiari toscani sono colpiti da truffe digitali. Tra questi, spesso si trovano anziani, i quali, per la loro solitudine e la fiducia nei confronti di figure istituzionali, diventano bersagli privilegiati. In un anno, sono state registrate 18mila vittime, con cifre che segnalano un trend in crescita.

Le truffe si adattano ai bisogni e alle emozioni delle vittime, sfruttando la paura, la fiducia e la solitudine. Tra le tecniche più utilizzate, c’è il spoofing, un metodo che permette ai truffatori di farsi passare per operatori di banche o forze dell’ordine, inviando messaggi che sembrano urgenti e minacciosi. Questi messaggi spesso richiedono di spostare i soldi su un “conto sicuro”, che in realtà è un conto truffa.

Truffe sentimentali: fiducia costruita con attenzione

Un altro tipo di truffa che ha guadagnato terreno è quello sentimentale. In alcuni casi, i truffatori si presentano come amanti, figli o parenti, costruendo una relazione basata su fiducia e affetto. Una donna fiorentina, ad esempio, è stata contattata da un uomo che si presentava come professionista all’estero. Dopo mesi di messaggi quotidiani e una fiducia costruita con attenzione, è arrivata la proposta di investire in criptovalute. Inizialmente, i guadagni sembravano reali, ma poi si sono accumulati importi sempre più elevati, fino a oltre 100mila euro. Quando la vittima ha provato a ritirare il denaro, piattaforma e contatti sono spariti.

Le truffe si adattano ai bisogni e alle emozioni delle vittime, sfruttando la paura, la fiducia e la solitudine. Tra le tecniche più utilizzate, c’è il spoofing, un metodo che permette ai truffatori di farsi passare per operatori di banche o forze dell’ordine, inviando messaggi che sembrano urgenti e minacciosi. Questi messaggi spesso richiedono di spostare i soldi su un “conto sicuro”, che in realtà è un conto truffa.

Le tecnologie aiutano i truffatori, ma anche la prevenzione

Le truffe si stanno evolvendo grazie all’uso di tecnologie sempre più avanzate, come l’intelligenza artificiale, che permette di clonare la voce di un figlio o di un nipote per chiedere denaro dopo un falso incidente. Inoltre, il furto dell’account WhatsApp è diventato un metodo sempre più comune: basta comunicare a un truffatore il codice ricevuto via Sms per perdere il controllo del proprio profilo, che viene poi utilizzato per chiedere soldi ad amici e parenti. Federconsumatori ha segnalato che, nel 2025, ha recuperato 458.089 euro per i cittadini: 357.589 euro tra rimborsi e storni e 100.500 euro di risarcimenti. È il risultato più alto tra le province toscane. In tutta la regione sono stati recuperati 1.152.377 euro, il dato migliore degli ultimi anni. Gli utenti assistiti sono saliti a 18.531, contro gli 11.307 del 2023.

La prevenzione è fondamentale per contrastare le truffe, ma necessita di un investimento adeguato. Il segretario generale Cgil Toscana, Rossano Rossi, ha sottolineato che la Regione Toscana destina a questa rete di sportelli 50mila euro all’anno, cifra insufficiente se confrontata, ad esempio, con i 400mila euro che la Regione Emilia-Romagna investe per le medesime attività. La presidente di Federconsumatori Toscana, Laura Grandi, ha rinnovato l’appello alla Regione affinché investa maggiormente nelle attività di prevenzione, informazione e tutela dei consumatori.