Estate 2026, aumento del 15% del consumo di pesce in Puglia ma il 80% arriva dall’estero

Consumo di pesce in Puglia cresce del 15% in estate 2026, ma il 80% dei prodotti proviene dall’estero.

Consumo di pesce in Puglia cresce del 15% in estate 2026, ma il 80% dei prodotti proviene dall’estero
Consumo di pesce in Puglia cresce del 15% in estate 2026, ma il 80% dei prodotti proviene dall’estero

La Puglia registra un aumento del 15% del consumo di pesce in estate 2026, grazie al caldo che ha spinto i pugliesi verso piatti freschi e leggeri. Tuttavia, il pescato italiano rappresenta solo il 20% del mercato, con il resto proveniente dall’estero. Coldiretti Pesca Puglia lancia l’allarme sull’importazione di prodotti che spesso non rispettano le normative e non indicano chiaramente l’origine.

Un settore strategico in crisi

La Puglia è una delle regioni italiane più importanti per la pesca, con una flotta tra le più consistenti del Paese e marinerie storiche lungo tutta la costa. Nonostante il boom del consumo, il pescato italiano perde quote di mercato, con il prodotto estero che copre circa l’80% dei consumi nazionali. Le imprese del settore segnalano una concorrenza sleale e fenomeni di frode commerciale che compromettono la trasparenza. «Difendere il pescato italiano significa tutelare il lavoro delle marinerie pugliesi, garantire maggiore trasparenza ai consumatori e valorizzare un prodotto che offre qualità, sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale», afferma Davide Di Pinto, responsabile di Coldiretti Pesca Puglia.

Frodi e concorrenza sleale

Le imprese del settore segnalano fenomeni di concorrenza sleale e frodi commerciali, con prodotti spesso venduti senza indicazione dell’origine. Tra i casi più frequenti segnalati da Coldiretti Pesca figurano il pangasio venduto come cernia, il brosme commercializzato come baccalà, l’halibut o la lenguata senegalese spacciati per sogliola, il polpo importato dall’Asia venduto come italiano, lo squalo smeriglio proposto come pesce spada, oltre a gamberi e vongole provenienti da Paesi extra UE dove sono consentiti trattamenti farmacologici vietati dalla normativa europea.

Per contrastare queste pratiche, Coldiretti Pesca Puglia chiede l’obbligo di indicare l’origine del pesce anche nei ristoranti. Allo stesso tempo, nei mercati di Campagna Amica vengono promosse iniziative di informazione e sensibilizzazione per valorizzare il pescato dei nostri mari e sostenere la filiera ittica nazionale. Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha adottato misure a sostegno del comparto, tra cui la conferma delle risorse necessarie a coprire tutte le domande presentate per il credito d’imposta sul gasolio, un aiuto fondamentale per le imprese chiamate a sostenere costi di gestione sempre più elevati. Resta prioritario completare l’iter per rendere pienamente operativo il Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell’acquacoltura. Insieme alla definizione della CISOA per la pesca, questi strumenti sono indispensabili per garantire maggiore resilienza alle imprese e ai lavoratori del settore di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici, agli eventi eccezionali e alle emergenze ambientali.