Indagato per frode da 30 milioni, Carleo si dimette a un giorno dalla nomina

Indagato per frode da 30 milioni, Carleo si dimette a un giorno dalla nomina

Dirigente lombardo indagato per frode, dimissioni dopo indagine
Dirigente lombardo indagato per frode, dimissioni dopo indagine

Luca Carleo, dirigente lombardo del gruppo Ops, ha annunciato le sue dimissioni a un giorno dalla nomina a responsabile vicario per la Lombardia, con delega su Milano. L’annuncio è arrivato dopo che i pm hanno reso noto che il dirigente è coinvolto in un’indagine per frode da 30 milioni di euro. L’indagine, condotta dalla Procura della Repubblica guidata da Marcello Viola, ha portato a sequestri e indagini nel gruppo Ops, con accuse di manipolazioni del mercato, false comunicazioni sociali e malversazioni di erogazioni pubbliche. Carleo, che era stato nominato ieri, ha rassegnato le dimissioni dopo aver appreso delle accuse.

Manipolazioni del mercato e frode finanziaria

Secondo i pm, Carleo e l’amministratore delegato del gruppo, Ciro Di Meglio, sarebbero coinvolti in condotte illecite finalizzate a sottoscrivere fittizi aumenti di capitale e a drenare liquidità dalle società quotate. L’indagine ha evidenziato l’uso distorto dello strumento dei Prestiti Obbligazionari Convertibili non standard (POC), con un impatto significativo sul valore dei titoli azionari. Gli accertamenti hanno incluso intercettazioni, tra cui una del marzo 2026 in cui Carleo avrebbe parlato di “far confluire” in una “bad company” gli “asset in crisi”. Le condotte contestate vanno dal 2025 al “duo Di Meglio-Carleo”.

Dieci interrogatori preventivi e condanne precedenti

L’indagine ha portato a dieci interrogatori preventivi, con misure cautelari per alcuni indagati, tra cui Carleo e Di Meglio. L’operazione ha coinvolto anche 33 figure tra consiglieri, sindaci e professionisti. L’uso di strumenti finanziari non standard, come i POC, è stato visto come un mezzo per frodare il mercato e ottenere profitti personali. L’indagine ha anche contestato condotte dal 2025, con accuse di falsi in bilancio e ostacolo alle funzioni di vigilanza. Le accuse si concentrano su manipolazioni del mercato e false comunicazioni sociali.

L’indagine su Carleo rappresenta un’altra tegola per Vannacci, dopo la condanna del commercialista Salvatore Varano per false fatturazioni. L’evento si colloca in un contesto di tensioni e accuse all’interno del gruppo Ops, con l’obiettivo di chiarire le responsabilità e le condotte illecite che hanno portato a sequestri e indagini. La situazione ha messo in luce la complessità delle dinamiche interne al gruppo e le conseguenze legali per i dirigenti coinvolti. L’operazione ha visto la partecipazione della Consob e di una serie di intercettazioni, tra cui una del marzo 2026 in cui Carleo avrebbe parlato di “far confluire” in una “bad company” gli “asset in crisi”.

La Procura ha indicato che il duo Di Meglio-Carleo, attraverso le società del gruppo Ops, ha portato avanti “strategie delinquenziali” per “ottenere profitti personali ai danni degli investitori e del mercato”, approfittando “della situazione di crisi in cui si trovavano tali società”. L’indagine ha anche contestato l’uso di strumenti finanziari non standard, come i POC, per alterare il valore dei titoli azionari. Le accuse si concentrano su frode finanziaria e manipolazioni del mercato. L’operazione ha visto la partecipazione di una serie di intercettazioni e approfondimenti della Consob, con l’obiettivo di chiarire le responsabilità e le condotte illecite che hanno portato a sequestri e indagini.