Pavel Durov, fondatore di Telegram, ricercato per aver facilitato attività terroristiche in Russia
Pavel Durov, fondatore di Telegram, è stato incluso nella lista dei ricercati per aver facilitato attività terroristiche in Russia.

Pavel Durov, fondatore e amministratore delegato di Telegram, è stato incluso nella lista dei ricercati da parte delle autorità russe per l’utilizzo della sua piattaforma, che avrebbe facilitato attività terroristiche. L’incriminazione è stata resa nota dal servizio di intelligence interna di Mosca, l’Fsb, che ha spiegato i motivi dell’incriminazione nei confronti del magnate russo, che da 12 anni ha lasciato il Paese. Durov, nato in Russia, ha acquisito le cittadinanze francese e degli Emirati arabi uniti, dove attualmente risiede e ha sede la sua società.
Telegram e il controllo delle telecomunicazioni
In Russia, l’accesso a Telegram, così come a WhatsApp, è bloccato dalle autorità per il controllo delle telecomunicazioni. Tuttavia, le istituzioni, compreso l’ufficio stampa del Cremlino e i ministeri, continuano a utilizzare la app fondata nel 2013 da Durov per diffondere notizie. Gli utenti, inoltre, riescono a accedervi grazie all’utilizzo di sistemi per aggirare il blocco, come i Vpn. Durov viene accusato di non aver accettato la richiesta di rimuovere canali e bot “utilizzati dai servizi speciali ucraini ed organizzazioni terroristiche ed estremiste per preparare e coordinare atti di sabotaggio e terrorismo in Russia”. Secondo l’Fsb, dal luglio dello scorso anno, sono stati arrestati 46 giovani e giovanissimi in diverse regioni della Russia, che, dopo aver frequentato un servizio di incontri incriminato, hanno compiuto aggressioni contro membri delle forze dell’ordine e atti di sabotaggio contro infrastrutture energetiche e dei trasporti.
Un passato di conflitti con le autorità
Durov, noto per la sua crociata contro i limiti alla libertà di messaggistica online, si è scontrato in passato anche con le autorità di Paesi della UE. Nel 2024, era stato arrestato in Francia per aver non impedito la pubblicazione di contenuti illegali sulla sua piattaforma. Dopo un periodo di detenzione, i magistrati francesi gli avevano dato il permesso di espatrio, e il fondatore di Telegram era tornato negli Emirati arabi uniti.
Lo scorso febbraio, Durov si era scontrato con il governo spagnolo lanciando un appello agli utenti affinché si schierassero contro le misure annunciate dall’esecutivo di Pedro Sanchez per la limitazione dell’uso delle piattaforme digitali, tra le quali il divieto di accesso alle reti sociali per gli under 16. In risposta all’incriminazione, Durov ha pubblicato un post sul profilo ufficiale di X, in cui mostra il “dito medio” all’obiettivo.
Le accuse riguardano un servizio di incontri, Leonardo Dayvinchik, attraverso il quale agenti dei servizi ucraini, fingendosi donne, avrebbero contattato giovani russi per spingerli ad azioni di sabotaggio o terroristiche. Le autorità russe sostengono che la piattaforma di Durov è stata utilizzata per facilitare operazioni di spionaggio e terrorismo. L’incriminazione di Durov è parte di un contesto più ampio di tensioni tra Russia e Ucraina, con accuse reciproche di supporto a gruppi estremi.
—
