Missionarie in Congo: il fronte umanitario contro la tratta di bambini

Missionarie in Congo denunciano traffico di bambini e sfruttamento. Ricerca su tratta di persone e violenza.

Missionarie in Congo denunciano traffico di bambini e sfruttamento. Bambini rapiti e sfruttati in centri di prostituzione
Missionarie in Congo denunciano traffico di bambini e sfruttamento. Bambini rapiti e sfruttati in centri di prostituzione

Nel cuore del Congo, dove guerra e povertà si fondono in una realtà drammatica, missionarie come suor Loredana Dalla Libera stanno combattendo una battaglia silenziosa contro il traffico di esseri umani. Nell’odierna Giornata mondiale contro questa nuova schiavitù, la religiosa, coordinatrice a Kinshasa di Talitha Kum, ha rivelato come bambini vengano rapiti e sfruttati in un contesto di estrema vulnerabilità. La sua testimonianza ha messo in luce una realtà che coinvolge centinaia di minori, spesso vittime di gruppi armati non statali e organizzazioni criminali.

La tratta di bambini in un contesto di guerra e povertà

Nel Nord e Sud Kivu, aree in cui la guerra si fa sentire ogni giorno, i bambini vengono rapiti e arruolati forzatamente. Suor Dalla Libera ha spiegato come i gruppi armati non statali entrino di notte nei villaggi, violentano, uccidono e portano via i bambini, spesso per farli diventare soldati. «Violentano, uccidono. Poi prendono con la forza i bambini e le bambine e li portano via», ha detto la missionaria. Tra i 9 e i 10 anni, alcuni di questi bambini sono stati reclutati, come rileva il Global report on trafficking in persons 2024, che segnala un totale di 2.000 bambini coinvolti in questa forma di sfruttamento.

La situazione è aggravata da una mancanza di risorse e di sicurezza, che permette ai trafficanti di agire con impunità. Sono sicura che, ogni giorno, ne rapiscono moltissimi, ha dichiarato la religiosa, che ha visto di persona i danni causati da questa forma di violenza. I bambini, spesso senza genitori o parenti, vivono in strada e diventano prede facili per chi cerca di sfruttarli.

Le missionarie come fronte umanitario

La rete Talitha Kum, a cui appartiene suor Dalla Libera, si occupa di salvare le vittime del traffico di persone. La missionaria, originaria italiana, ha raccontato come abbia conosciuto due bambini-soldato in una casa protetta di Kinshasa, dopo che erano stati liberati da un’organizzazione di volontariato. «Un colonnello li aveva rapiti, gli aveva insegnato a sparare e dopo averli usati li aveva venduti ad un altro gruppo rivale. Bambini che resteranno scioccati per tutta la vita», ha detto. La sua esperienza è solo una delle tante che testimoniano l’impegno delle missionarie in un Paese in cui la tratta di persone è un problema crescente.

La religiosa ha anche descritto un episodio drammatico in cui un autobus, apparentemente scontato, è stato una trappola per i passeggeri. «L’autobus parte ma stranamente non fa fermate: un passeggero tenta di scendere e viene freddato a colpi d’arma da fuoco», ha raccontato. Questo è solo uno dei tanti esempi di come i trafficanti usano tecniche collaudate per sfruttare la povertà e la disperazione delle persone. La tratta di persone in Congo coinvolge diverse categorie, tra cui donne, ragazze, bambini e sfollati. Secondo un rapporto del Dipartimento di Stato USA del 2025, il Paese è indicato come Paese di origine, transito e destinazione della tratta di esseri umani. Le organizzazioni criminali sfruttano la mancanza di risorse e la corruzione per agire con impunità. Le indagini investigative risentono anche del conflitto in corso nell’est, della mancanza di risorse e della diffusa corruzione, ha rilevato il report.

Talitha Kum, la rete internazionale della vita consacrata contro la tratta di persone, ha ampliato la sua rete di intervento. «Sono 50 milioni le vittime di tratta a livello globale», ha detto la religiosa, che continua a lavorare per salvare i bambini e le vittime del traffico. La sua battaglia, però, non è facile. «È impossibile controllare tutti questi bambini. E le organizzazioni della tratta ne approfittano», ha concluso suor Dalla Libera, che continua a combattere per la dignità e la libertà di chi è vittima di questa forma di schiavitù.