Alessandro Impagnatiello, nuovo processo per premeditazione nell’omicidio Tramontano

Nuovo processo per premeditazione nell’omicidio di Giulia Tramontano, fissato a ottobre.

L’omicidio di Giulia Tramontano, avvenuto il 27 maggio 2023, ha visto il suo ex fidanzato, Alessandro Impagnatiello, condannato all’ergastolo in primo e secondo grado. Tuttavia, la Cassazione ha disposto un nuovo processo per valutare l’aggravante della premeditazione, che non era stata riconosciuta nel giudizio d’appello. Il processo di secondo grado bis è fissato per il 26 ottobre davanti alla Corte d’Assise d’appello di Milano. La Suprema Corte ha ritenuto che ci siano elementi, agli atti del processo, per dimostrare che l’idea di Impagnatiello di uccidere Giulia fosse già emersa molti mesi prima del delitto.

Elementi per premeditazione non valutati

La Corte d’appello aveva escluso l’aggravante della premeditazione, mantenendo comunque l’ergastolo per gli altri reati. Tuttavia, la Cassazione ha sottolineato che l’incremento della somministrazione di veleno per topi, iniziata nel dicembre 2022, è avvenuto proprio nell’ultimo mese e mezzo prima del delitto. Inoltre, l’intenzione omicidiaria del giorno del crimine potrebbe essere ricondotta a qualche ora prima. Questi elementi, secondo la Suprema Corte, dovrebbero essere presi in considerazione nel nuovo processo.

La Corte milanese aveva escluso l’aggravante della premeditazione, pur confermando l’ergastolo per gli altri reati. La decisione aveva suscitato la rabbia dei familiari della vittima, che avevano espresso disappunto su social network. La sorella di Giulia, Chiara Tramontano, aveva scritto: “Vergogna, vergogna. La chiamano legge ma si legge disgusto”. La Procura generale milanese, diretta da Francesca Nanni, ha presentato un ricorso che è stato accolto dalla Cassazione.

Supporto legale e coinvolgimento dei difensori

Gli argomenti del sostituto pg Elisabetta Ceniccola sono stati considerati validi, insieme a quelle dell’avvocata Samanta Barbaglia, che difende Impagnatiello, e del legale Nicodemo Gentile, che assiste Franco Tramontano, padre di Giulia. Il nuovo processo di secondo grado bis rappresenta un ulteriore passo nella ricostruzione del caso, con l’obiettivo di valutare in modo più approfondito l’aggravante della premeditazione.

La Corte d’Assise d’appello di Milano dovrà esaminare nuovamente i fatti e le prove, con l’ausilio dei legali coinvolti. La decisione della Cassazione ha aperto la strada a un’ulteriore valutazione, che potrebbe portare a una modifica della condanna, se i fatti saranno riconosciuti come premeditati.

La famiglia di Giulia Tramontano continuerà a seguire con attenzione i sviluppi del processo, sperando in una giustizia che rispetti la gravità del delitto. La sentenza della Cassazione ha dimostrato che i fatti non sono stati completamente valutati nel primo e nel secondo grado, e il nuovo processo potrebbe rappresentare un’occasione per chiarire ulteriormente la responsabilità di Impagnatiello.

La Corte d’Assise d’appello di Milano dovrà ora procedere con l’analisi dei fatti e delle prove, tenendo conto delle indicazioni della Suprema Corte. Il processo di secondo grado bis è un momento cruciale per il caso, che potrebbe portare a una decisione finale che influenzerà la condanna di Impagnatiello. La famiglia della vittima, nonostante la sofferenza, spera in un esito che rispetti la gravità del crimine commesso.