Calabria, un viaggio ozioso tra flâneur e riflessione collettiva

Presentazione del libro “Calabria, viaggio ozioso di un Flâneur, anzi due…” a Diamante, con riflessioni su identità, memoria e futuro della regione.

Due flâneur osservano la Calabria, tra passato e futuro, in un evento a Diamante
Due flâneur osservano la Calabria, tra passato e futuro, in un evento a Diamante

Il 27 luglio 2026, a Diamante, si è svolta la presentazione del libro “Calabria, viaggio ozioso di un Flâneur, anzi due…”, scritto da Domenico Gimigliano e Carla Ciucci. L’evento, ospitato al Ristorante Paluà, ha visto la partecipazione di autori, esperti e cittadini, che hanno condiviso riflessioni su identità, memoria e sviluppo della regione. Carla Ciucci, co-autrice e calabrese d’adozione, ha sottolineato l’importanza di guardare con emozione e consapevolezza la Calabria, un territorio che vive tra passato e futuro, tra emigranti e residenti, tra turisti e abitanti. L’invito è stato accorato: innamorarsi della terra, dei suoi paesaggi e dei suoi abitanti, per costruire un futuro diverso e più consapevole.

Un viaggio tra memoria e futuro

Il libro, scritto da due flâneur – ossia osservatori lenti e riflessivi – si muove tra le pieghe della Calabria, tra i resti di un passato glorioso e le possibilità di un futuro da costruire. L’approccio al territorio, i luoghi come memoria, la trasformazione del paesaggio contemporaneo si fondono in una consapevolezza di una Calabria che ha avuto tante opportunità, ma non sempre le ha cogliute appieno. «Da maggio a ottobre conduco, come guida turistica, gruppi di stranieri; molti al primo sguardo sono accecati dagli stereotipi», ha spiegato Carla Ciucci, che ha scelto le emozioni che prova per i calabresi come leva per le pagine del libro. «Le case rustiche, spesso viste come ecomostri, sono in realtà frutto dei sacrifici di emigranti che sperano di tornare a vivere in pensione, magari ospitando anche i propri figli e le loro nuove famiglie».

«L’assetto sociale ed economico dei territori richiede un risentire del suono dei popoli antichi», ha sottolineato Domenico Gimigliano, parlando dell’identità della Calabria e delle sfide che la regione affronta. L’evento ha visto l’intervento del sindaco Achille Ordine, che ha dichiarato: «Il destino della Calabria non può essere affidato agli altri». L’invito dei due flâneur è quindi a una riflessione sì, ma anche a una presa di coscienza e di azione collettiva. «Pagine che ci invitano a prendere coscienza di una Calabria forte e resiliente», ha sottolineato un partecipante, «che ha l’ambizione di crescere e raccogliere la speranza di chi investe in questa terra».

Un impegno per la memoria e la sostenibilità

L’architetto Domenico De Rito, moderatore dell’evento, ha sottolineato l’importanza di salvaguardare e rigenerare l’architettura della memoria, riflettendo sul valore della sostenibilità e su quanto sia importante preservare le testimonianze dell’antichità. «Luoghi che sono sigillo della nostra storia millenaria», ha detto, «che rappresentano l’ingegno umano ma che tuttavia restano avvolti nell’oblio». L’obiettivo del libro è quindi non solo narrativo, ma anche di stimolo a una consapevolezza collettiva, a un’azione condivisa per il futuro della Calabria.

«Nelle pieghe della Calabria, tra i resti di un passato glorioso e di un futuro da costruire insieme, tra turisti che se ne innamorano, tra calabresi che se ne partono, tra luoghi che parlano e, guardando al passato, indicano la strada per andare avanti con occhi diversi: è qui, in queste pagine, che il lento camminare di questi due flâneur diventa un invito alla riflessione sì ma anche alla presa di coscienza e di azione collettiva», ha concluso l’autore. «Ed è proprio questo, forse, il messaggio più importante che questo libro ci lascia».