Il caso Garlasco si complica: il DNA e il 28 settembre
Il caso Garlasco si complica: il DNA e il 28 settembre

A diciannove anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso Garlasco si muove lungo una linea sempre più netta, con un focus cruciale sul DNA trovato sotto le unghie della vittima e la scadenza del 28 settembre. L’inchiesta, che ha visto la riapertura dell’indagine su Andrea Sempio, si trova ad affrontare una sfida non solo tecnica ma anche giuridica: il significato da attribuire a un reperto già esistente, ma che ha suscitato nuove contestazioni. La difesa di Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara, insiste sull’ipotesi che il materiale genetico non dimostri un contatto diretto durante l’aggressione, ma possa essere spiegato attraverso fenomeni di trasferimento secondario o contaminazione. La Procura di Pavia, invece, lo integra nel mosaico indiziario, legandolo all’impronta palmare 33 e ad altri elementi raccolti durante la nuova indagine.
Il DNA e la sua interpretazione
La genetista Marina Baldi, consulente della difesa di Sempio, ha approfondito il tema del trasferimento del DNA, richiamando studi scientifici sulla possibilità che materiale biologico possa passare da una persona all’altra anche indirettamente. La consulente non contesta la compatibilità dei marcatori con la linea paterna dell’indagato, ma sottolinea che il profilo disponibile è scarso, incompleto e misto. Queste caratteristiche, secondo la lettura difensiva, impedirebbero di stabilire con certezza chi abbia lasciato la traccia e come e quando sia arrivata sulle unghie della vittima.
La Procura di Pavia, invece, attribuisce alla traccia un significato completamente diverso quando la inserisce nell’insieme degli elementi raccolti durante la nuova indagine. Nella ricostruzione accusatoria, Chiara avrebbe reagito con forza all’aggressione e il materiale rimasto sotto le sue unghie sarebbe compatibile proprio con uno scenario di contatto diretto con l’assassino. Il DNA, quindi, non viene letto isolatamente ma insieme all’impronta palmare 33, alle verifiche sulle calzature, alle dichiarazioni rese negli anni da Sempio e agli altri elementi che i magistrati hanno inserito nel fascicolo.
Il 28 settembre e le ultime mosse
La data che incombe sull’inchiesta è il 28 settembre 2026, termine indicato dalla Procura di Pavia per la scadenza delle indagini preliminari. L’avviso di conclusione dell’indagine era già stato notificato a Sempio il 7 maggio, ma il deposito da parte della difesa di diverse consulenze tecniche ha portato i magistrati a disporre ulteriori approfondimenti. Tra gli accertamenti disposti c’è anche la consulenza affidata allo psichiatra forense Roberto Catanesi per valutare la capacità di intendere e di volere dell’indagato.
La Procura di Pavia ha inoltre trasmesso documentazione alla Procura generale di Milano affinché venga valutata sotto il profilo della revisione. Sempio ha scelto di non sottoporsi direttamente all’esame, ma il consulente può procedere sulla base degli scritti e dei documenti. È quindi improprio parlare già oggi di processo certo. Alla conclusione degli ulteriori accertamenti spetterà alla Procura determinare il passo successivo.
La difesa si sta preparando a smontare uno per uno gli elementi contenuti nell’impostazione accusatoria, cercando di dimostrare che il DNA non è sufficiente a provare un contatto diretto durante l’omicidio. Il caso Garlasco, con il suo simbolo del DNA, mostra perfettamente la distanza tra le due posizioni: la compatibilità genetica è un dato, il significato da attribuirle è la questione ancora aperta.
